Sartori, che vergogna!

„Loro non sono come noi, allora non possono stare qui!“.

 Sartori, che vergogna!

Virgilio, poeta latino, fa sbarcare un gruppo di clandestini litigiosi e affamati sulla spiaggia di Cuma, in Campania e dal capo di questa banda partita dalla Tunisia e di origine greca, fa discendere una stirpe di imperatori romani che poi sempre “romani” non furono. Fosse successo ieri, ci sarebbe stata la necessitá di “ributtarli in mare” (Irene Pivetti sul Corriere della Sera, 24 ore prima che la nave da guerra Sibilla coli a picco la Kater I Rados condannando a morte 108 persone). Continua a leggere

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All’ombra dei minareti svizzeri

Ovvero: come si costruisce la Matrix

A dire la verità, la prima immagine del musulmano cattivo

Cristoph Blocher

 dell’epoca globalizzata ce l’hanno fornita i Talebani, anche se in “Rambo 3”, questi erano ancora i buoni e il film è dedicato al “valoroso popolo afghano”. Il professore Ahmed Rashid, corrispondente del Daily Telegraph (Londra) scrive che nel 1986, il capo della CIA Casey, ordinó tre provvedimenti per contrastare l´Unione Sovietica in Afganistan: fornire i mujaheddin di missili Stinger, destabilizzare la regione organizzando con l´ISI e il MI 6 inglese attacchi terroristici „islamici“, cooperare con l´ISI nel reclutare combattenti per la „guerra santa“ attraverso una rete di scuole coraniche e campi di addestramento. Poi le cose cambiarono, Continua a leggere

Obama e l’Islam

Il mondo che cambia   

Quando pochi mesi dopo la sua elezione a Pontefice, S.S. Benedetto XVI

Obama - Erdogan

Obama - Erdogan

prese posizione nei confronti dell’Islam con il suo sciagurato discorso a Regensburg, decise di farlo utilizzando citazioni dubbie, interpretazioni avventurose e affermazioni false, dando cosí uno spessore  intellettuale (!) a chi era ed è al lavoro per far passare un’immagine dell’Islam sanguinario, violento e nemico delle civiltá. Continua a leggere

Predicatori dell’odio e pragmatismo

Geert Wilder e McDonalds

Mac Donalds a Riyad

Cos’hanno in comune Coca Cola, Pepsi Cola, Red Bull, Palmolive, Nestlé, Johnson & Johnson, Loreal e Mc Donalds?

Tutti hanno cominciato a produrre beni di consumo che si lasciano certificare come Halal dalle apposite commissioni. Halal, cioè compatibili con la legge Coranica che vieta il consumo di alcool, carne di maiale e che prevede la macellazione con la fuoriuscita del sangue dell’animale. Non è l’unico esempio di pragmatismo in un mondo dove le barriere culturali non sono piú necessariamente motivo di conflitto. Continua a leggere