La fotografia, una storia partigiana

Maria e Giuseppe

«Papà dove sei? È ora di cena.»

«Sono qui in camera.»

«Cosa fai qui tutto solo al buio? Non stai bene?»

«No, no sto bene. Sto solo pensando.»

«A cosa stai pensando?»

«Che dopodomani è il 25 Aprile.»

«Ma viene tutti gli anni il 25 Aprile. E perché adesso ridi?»

«Perché hai detto una cosa bella: prima o poi viene sempre il 25 Aprile!»

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Banche e democrazia

Caro Derviscio, scrivo a te perché non so a chi rivolgermi.

Banchiere

Ho 85 anni e, per motivi famigliari, mi sono trasferito da quasi un anno all’estero.

In realtá tutto è andato bene: nel giro di due ore mio figlio con la mia carta di identitá ha ottenuto il documento di residenza del comune. Pensa, io non ho dovuto nemmeno presentarmi personalmente! In pochi minuti ho aperto un conto corrente senza dover depositare un solo centesimo. Nel giro di pochi giorni la mia mutua italiana è stata assorbita da una delle (circa) 150 mutue tedesche. Ho trovato un medico che parla italiano e tutte le (numerose) analisi alle quali mi devo sottoporre regolarmente vengono effettuate nell’ambulatorio medico senza appuntamento. Continua a leggere

Di tortura si muore, anche in Italia.

E’ circa la mezzanotte di lunedi’ 15 dicembre 1969.

Abu Ghraib

Un uomo discende lentamente lo scalone principale della questura di Milano. Giunto nell’ atrio dell’ ingresso principale di via Fatebenefratelli si ferma un momento, accende una sigaretta. E’ indeciso se uscire, andarsene a casa, oppure rimenere ancora qualche minuto, fare un’attimo il giro negli uffici della squadra mobile che stanno li’ di fronte a lui, dall’altra parte del cortile. Sono giornate faticose queste per i cronisti milanesi e lui in particolare si sente stanco, avvilito: si sa gia’ che nella mattina e’ stato arrestato un’anarchico di nome Valpreda; c’entrera’ davvero con le bombe di Piazza Fontana? E poi nelle camere di sicurezza della questura, nelle stanze al quarto piano dell’ ufficio politico ci sono ancora almeno un centinaio tra anarchici e giovani della sinistra extraparlamentare che da tre giorni, dal venerdi’ delle bombe, sono sottoposti a continui interrogatori. Continua a leggere

La Resistenza continua

Continua il dialogo con Giuseppe Colombo
La Resistenza continua

La Resistenza continua

Caro Giuseppe, trovo piacevole questo scambio di idee e vedere che le differenze si assottigliano mi incoraggia a continuare l’analisi sulla resistenza cercando di raccogliere i punti piú rilevanti.

Lasciami fare un breve riassunto: Continua a leggere

Resistenza bianca, resistenza rossa, resistenza multicolore

Risposta a Giuseppe Colombo su CernuscoInsieme

A leggere le riflessioni di Giuseppe Colombo

Resistenza oggi

Resistenza oggi

sembrerebbe che ci siano state piú resistenze ad uso e consumo degli schieramenti ideologici del contesto politico attuale. La resistenza “bianca”, quella che “non sparó un solo colpo” è la resistenza buona, quella socialista “con il Rurali” è quella cosí cosí, e la resistenza rossa, quella dei comunisti, fu rossa di sangue e, dall’articolo, sembra che il sangue di cui si parla sia sostanzialmente quello dei sacerdoti uccisi dai sanguinari comunisti. Continua a leggere