Panta rei

L’identità territoriale e il viaggio a Ixtlan

Quando ero bambino,

Panta rei

alla fine dell’anno scolastico si andava dal calzolaio a comprare un paio di zoccoli con i colori della squadra di calcio del cuore che avremmo portato per tutta l’estate. Le giornate erano scandite dai sapori di avventure incredibili per i campi, lungo le rogge e nei boschetti fuori dal paese. Non solo non c’erano PC, iPod, WiFi e simili, ma anche la TV dei ragazzi spariva dal nostro programma quotidiano per lasciare il posto alla scoperta di mondi e impressioni fantastiche. Continua a leggere

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Mondiali di calcio e i goal dell’immigrazione

La Germania sportiva  modello di integrazione

Una cannonata di sinistro dai limiti dell’area di rigore e Mesut Özil,

Mesut Özil

figlio di immigrati turchi, nato a Gelsenkirche, nel cuore della Ruhr, diventa l’eroe della qualificazione per gli ottavi di finale in Sudafrica della nazionale tedesca.

Non è una rara eccezione. Nella nazionale convocata da Joachim Löw detto Jogy, ben nove calciatori hanno alle spalle un’origine di immigrazione. Continua a leggere

La corazzata Bismarck diventa araba

I cantieri Blohm + Voss, orgoglio dell’industria tedesca, venduti ad un fondo di Abu Dhabi.

 Agli stranieri che entrano in Italia,

La corazzata Bismarck

specialmente se di nazionalitá araba o di fede musulmana, Maroni vuole prendere le impronte digitali rivelando non solo il carattere profondamente razzista del suo partito, ma anche la profonda incompetenza strutturale del Governo di cui fa parte. Non da oggi, infatti, nella migliore tradizione mercantile musulmana, gli affari dei carovanieri che un tempo attraversavano i deserti dallo Yemen al Libano e dalla Cina al Marocco si sono estesi a tutto il pianeta e i loro petrodollari sono i benvenuti nelle capitali economiche di tutto il mondo afflitte dalla crisi. Continua a leggere

Sartori, che vergogna!

„Loro non sono come noi, allora non possono stare qui!“.

 Sartori, che vergogna!

Virgilio, poeta latino, fa sbarcare un gruppo di clandestini litigiosi e affamati sulla spiaggia di Cuma, in Campania e dal capo di questa banda partita dalla Tunisia e di origine greca, fa discendere una stirpe di imperatori romani che poi sempre “romani” non furono. Fosse successo ieri, ci sarebbe stata la necessitá di “ributtarli in mare” (Irene Pivetti sul Corriere della Sera, 24 ore prima che la nave da guerra Sibilla coli a picco la Kater I Rados condannando a morte 108 persone). Continua a leggere

La Ferrari non vince piú. Colpa dell’immigrazione islamica.

Sartori, Rutelli e Panebianco santi subito.

Alle panzane di una signora Santanché,

King Kong

di un signor Borghezio, di un signor Cristiano Allam Magdi, alla fine ci si puó abituare e archiviare le loro uscite illuminate sull’Islam nella cartella delle imbecillità quotidiane diventa un gesto automatico. Per i predicatori dell’odio è peró pressante la necessitá di trovare personaggi di uguale valenza ma dal linguaggio raffinato che alla fine giustifichino con ragionamenti dall’apparenza intellettuale, una “naturale” (?) diffidenza nei confronti dell’Islam. “Non ho niente contro l’Islam, peró … “. Continua a leggere

All’ombra dei minareti svizzeri

Ovvero: come si costruisce la Matrix

A dire la verità, la prima immagine del musulmano cattivo

Cristoph Blocher

 dell’epoca globalizzata ce l’hanno fornita i Talebani, anche se in “Rambo 3”, questi erano ancora i buoni e il film è dedicato al “valoroso popolo afghano”. Il professore Ahmed Rashid, corrispondente del Daily Telegraph (Londra) scrive che nel 1986, il capo della CIA Casey, ordinó tre provvedimenti per contrastare l´Unione Sovietica in Afganistan: fornire i mujaheddin di missili Stinger, destabilizzare la regione organizzando con l´ISI e il MI 6 inglese attacchi terroristici „islamici“, cooperare con l´ISI nel reclutare combattenti per la „guerra santa“ attraverso una rete di scuole coraniche e campi di addestramento. Poi le cose cambiarono, Continua a leggere

Reciprocitá

Un assurdo diventato politicamente corretto.

 Come previsto dal Decreto Legislativo 25 luglio 1998,

Chiesa di Sant'Antonio da Padova ad Istanbul

n. 286 (T.U. delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), e dal relativo regolamento di attuazione (Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.394), allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dal diritto internazionale generale.

Inoltre, il cittadino extracomunitario che soggiorni in territorio italiano e sia titolare della carta di soggiorno o di un permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro subordinato, di lavoro autonomo e familiari gode dei diritti civili che la legge riconosce al cittadino italiano senza che vi sia necessità di verificare l’esistenza della condizione di reciprocità. Né esistono, allo stato, accordi bilaterali che prevedano, per lo straniero, condizioni meno favorevoli di quelle previste dalle norme interne. Continua a leggere

Mavalá Svizzera!

Lo scandalo dei numeri falsi. 

Quando chiudono i locali delle elezioni

La Svizzera

o quelli di un referendum come quello appena concluso in Svizzera dovremmo imparare a fare una cosa semplice: contare.

Contare come abbiamo imparato dalla terza elementare in poi è sufficiente a smascherare la bugia quotidiana della Svizzera che vota contro la costruzione dei minareti.

Allora… Continua a leggere

Allah, per Sua grazia, vi invita al perdono

Altre due vittime dell’omicidio di Abba

 “Bisognava condannarli fino alla fine della loro vita e buttare la chiave”.

Abdoul Salam detto Abba

Abdoul Salam detto Abba

Parole durissime di una delle due sorelle di Abba, il ragazzo ucciso la notte del 14 settembre scorso a Milano. Parole durissime dettate dal dolore e dalla rabbia. Il dolore per la perdita del fratello non rientra nella categoria del misurabile e non è lecito a nessuno intromettersi e qualificare frasi e gesti che escono dal profondo di un’anima in qualche modo allo sbando. Continua a leggere

Tutte agli sportelli col velo

Venaria: impiegate allo sportello col velo

Venaria: impiegate allo sportello col velo

 

Solidarietá con la collega marocchina

Alla reggia di Venaria le impiegate alle biglietteria e le guide turistiche avevano tutte il velo. Un segno di solidarietà nei confronti di Amellal, una dipendente marocchina, finita nel mirino di un lettore de ‘La Stampa’ che in una lettera al giornale si era detto stupito di vedere alle casse della reggia due donne con il velo. “Non sarebbe più corretto impiegare queste due donne in un’attività di ufficio? O utilizzare persone vestite con abiti d’epoca?” aveva scritto. E subito si sono scatenate le polemiche sfociate nella civile protesta di stamani: “Siamo solidali con Amellal e per questo abbiamo deciso di indossare tutti il velo. Noi riteniamo la presenza della collega marocchina un bell’esempio di integrazione”, hanno spiegato le altre dipendenti.

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