Rashid il Giusto e Bahlul il folle

Bahlul Dana (che Dio benedica il suo segreto) visse sotto il regno del Califfo Harun al-Rashid il Giusto ed era uno studente di Imam Jafar as-Sadiq (as). Il suo nome era Wahab bin Amr. Era un giudice (Qadi) molto conosciuto, un insegnante per molte persone ed era benestante. Era uno dei più rinomati Sufi della sua epoca. Era anche il fratello (secondo altre fonti il cugino) del Califfo Harun al-Rashid. Continua a leggere

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Ramadan a Milano

Il derviscio che camminava sull’acqua

 

Un giorno un derviscio dalla mentalità convenzionale, prodotto di un’austera scuola religiosa, stava passeggiando lungo un corso d’acqua, completamente assorto in problemi teologici e morali, perché quella era la forma che l’insegnamento sufi aveva assunto nella comunità cui apparteneva.
Per lui la religione emotiva corrispondeva alla ricerca della Verità Suprema. Continua a leggere

Le due vie

Un derviscio era seduto al bordo della strada, quando un cortigiano altezzoso col suo seguito passó di lí

e lo percosse col suo bastone gridando:

“Fai largo, tu povero relitto” Continua a leggere

Il nome di Dio e l’istinto di vendetta

 

 

Un derviscio si mise in viaggio verso un lontano paese dove viveva un vecchio maestro sufi che conosceva il Supremo Nome di Dio (grazie al quale si possono compiere grandi miracoli).

Dopo lunghi mesi di duro cammino, giunse finalmente a destinazione, con la barba lunga, le calzature sfilacciate e il mantello logoro e impolverato.

«Dimmi, perché hai affrontato un viaggio così lungo per farmi visita?», chiese il vecchio sufi.

«So che conosci il Supremo Nome di Dio. E vorrei che lo insegnassi anche a me!», rispose il derviscio. Continua a leggere

Il fuoco dell’inferno

Derwish

 

Bahlul Dana (che Dio benedica il suo segreto) visse sotto il regno del Califfo Harun al-Rashid ed era uno studente di Imam Jafar as-Sadiq (as). Il suo nome era Wahab bin Amr. Era un giudice (Qadi) molto conosciuto, un insegnante per molte persone ed era benestante. Era uno dei più rinomati Sufi della sua epoca. Era anche il fratello del Califfo Harun al-Rashid.

Una volta i due si incontrarono per la strada. “Da dove vieni, Bahlul?”, domandò il Califfo.

“Dritto dritto dall’inferno”, fu la pronta risposta.

“E che cosa ci facevi li?”

Bahlul spiegò: “C’era bisogno di fuoco, Signore, e allora ho pensato di andare nell’Inferno per vedere se me ne potevano dare un po’…, Il tipo che comandava però mi ha detto, ‘Non abbiamo fuoco qui’. ‘Ma come l’inferno non è il posto del fuoco?’ gli ho chiesto, ‘Si, ma ti ripeto che qui non c’è fuoco che ti possiamo dare. Ogni nuova persona si porta il proprio fuoco quando arriva.’ ”

 

 

Benedetto XVI e il suo amico Shaykh Nazim

Discorso di Mawlana Shaykh Nazim, appena saputo delle dimissioni del Papa Benedetto XVI.

Benedetto XVI e Sheick Nazim

Sua Santità il Papa, si è appena preparato per essere un buon servitore, unicamente per il suo Signore. Congratulazioni a lui e che abbia una lunga vita piena di opere buone.

Sua Santità il Papa di Roma, il migliore della Chiesa cattolica fino ad oggi, l’ho incontrato e l’ho trovato su una buona via. Le sue intenzioni sono buone e sono quelle di essere solo un servo per il suo Signore. Continua a leggere

Preghiera

Preghiera sui tetti del Cairo

Preghiera sui tetti del Cairo

Oh Allah,

Pietoso e Misericordioso,

Re dei popoli,

Signore del Giorno del Giudizio,

si è mai sentito di un asino che è andato a bussare alla porta del Re

e che, rivolgendosi verso l’alto,

gli abbia parlato così? Continua a leggere

La violenza sulle donne é un fenomeno universale.

 In India sei bruti hanno assalito una coppia di fidanzati su un bus pubblico e per due ore hanno brutalizzato la ragazza ventitreenne dopo aver massacrato di botte il fidanzato.

“Ma l’India è lontana, retrograda e condizionata da religioni arcaiche che considerano le donne di uno stato inferiore rispetto all’uomo. Da noi non potrebbe mai succedere”.

E se da noi poi succede, sono gli immigrati, soprattutto gli islamici.

Argomenti che purtroppo trovano sostenitori anche fuori dalle osterie. Continua a leggere

Aleppo e Damasco

Aleppo, la cittadella

Maggio 1994,

siamo in viaggio verso la Mecca e sostiamo prima ad Aleppo.

Sostiamo brevemente sotto il terrapieno imponente della cittadella e poi via, alla moschea degli Omayyadi, dove visitiamo il Maqam del Profeta Zaccaria*, padre di Giovanni il Battista*.

La sosta é breve e ripartiamo nella notte per Damasco che però dai suoi abitanti e in generale nel mondo arabo é chiamata as-Sham (il sole, il levante). Continua a leggere