Italia, Libia e l’emergenza immigrati

Nel 2010 la Francia ha accolto 48.000 rifugiati,

Lampedusa

la Germania 41.000, la Svezia con nove milioni di abitanti ne ha accolti 32.000. L’Italia 6.500 (seimilacinquecento).

In uno di questi paesi i giornali e i media televisivi sono pieni di titoli come “emergenza” “situazione insostenibile” “invasione” “pericolo per la nostra identità culturale” “padroni a casa nostra” “rimpatrio” “buttiamoli a mare”.

Avete dieci secondi di tempo per indovinare di quale paese si tratta. Continua a leggere

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Panta rei

L’identità territoriale e il viaggio a Ixtlan

Quando ero bambino,

Panta rei

alla fine dell’anno scolastico si andava dal calzolaio a comprare un paio di zoccoli con i colori della squadra di calcio del cuore che avremmo portato per tutta l’estate. Le giornate erano scandite dai sapori di avventure incredibili per i campi, lungo le rogge e nei boschetti fuori dal paese. Non solo non c’erano PC, iPod, WiFi e simili, ma anche la TV dei ragazzi spariva dal nostro programma quotidiano per lasciare il posto alla scoperta di mondi e impressioni fantastiche. Continua a leggere

La Germania e L’Islam

Scontro di civiltà o multi cultura.

Berlino - moschea ottomana

Berlino - moschea ottomana

Non che in Germania manchino gli istigatori, i predicatori dell’odio e gli eterni divulgatori del panico gratuito, anzi. Quello che però fa la differenza sono i toni più civili, la mancanza di show con urla e insulti, le soluzioni conseguenti. Continua a leggere

Mondiali di calcio e i goal dell’immigrazione

La Germania sportiva  modello di integrazione

Una cannonata di sinistro dai limiti dell’area di rigore e Mesut Özil,

Mesut Özil

figlio di immigrati turchi, nato a Gelsenkirche, nel cuore della Ruhr, diventa l’eroe della qualificazione per gli ottavi di finale in Sudafrica della nazionale tedesca.

Non è una rara eccezione. Nella nazionale convocata da Joachim Löw detto Jogy, ben nove calciatori hanno alle spalle un’origine di immigrazione. Continua a leggere

Sartori, che vergogna!

„Loro non sono come noi, allora non possono stare qui!“.

 Sartori, che vergogna!

Virgilio, poeta latino, fa sbarcare un gruppo di clandestini litigiosi e affamati sulla spiaggia di Cuma, in Campania e dal capo di questa banda partita dalla Tunisia e di origine greca, fa discendere una stirpe di imperatori romani che poi sempre “romani” non furono. Fosse successo ieri, ci sarebbe stata la necessitá di “ributtarli in mare” (Irene Pivetti sul Corriere della Sera, 24 ore prima che la nave da guerra Sibilla coli a picco la Kater I Rados condannando a morte 108 persone). Continua a leggere

La Ferrari non vince piú. Colpa dell’immigrazione islamica.

Sartori, Rutelli e Panebianco santi subito.

Alle panzane di una signora Santanché,

King Kong

di un signor Borghezio, di un signor Cristiano Allam Magdi, alla fine ci si puó abituare e archiviare le loro uscite illuminate sull’Islam nella cartella delle imbecillità quotidiane diventa un gesto automatico. Per i predicatori dell’odio è peró pressante la necessitá di trovare personaggi di uguale valenza ma dal linguaggio raffinato che alla fine giustifichino con ragionamenti dall’apparenza intellettuale, una “naturale” (?) diffidenza nei confronti dell’Islam. “Non ho niente contro l’Islam, peró … “. Continua a leggere

Reciprocitá

Un assurdo diventato politicamente corretto.

 Come previsto dal Decreto Legislativo 25 luglio 1998,

Chiesa di Sant'Antonio da Padova ad Istanbul

n. 286 (T.U. delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), e dal relativo regolamento di attuazione (Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.394), allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dal diritto internazionale generale.

Inoltre, il cittadino extracomunitario che soggiorni in territorio italiano e sia titolare della carta di soggiorno o di un permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro subordinato, di lavoro autonomo e familiari gode dei diritti civili che la legge riconosce al cittadino italiano senza che vi sia necessità di verificare l’esistenza della condizione di reciprocità. Né esistono, allo stato, accordi bilaterali che prevedano, per lo straniero, condizioni meno favorevoli di quelle previste dalle norme interne. Continua a leggere

Resistenza bianca, resistenza rossa, resistenza multicolore

Risposta a Giuseppe Colombo su CernuscoInsieme

A leggere le riflessioni di Giuseppe Colombo

Resistenza oggi

Resistenza oggi

sembrerebbe che ci siano state piú resistenze ad uso e consumo degli schieramenti ideologici del contesto politico attuale. La resistenza “bianca”, quella che “non sparó un solo colpo” è la resistenza buona, quella socialista “con il Rurali” è quella cosí cosí, e la resistenza rossa, quella dei comunisti, fu rossa di sangue e, dall’articolo, sembra che il sangue di cui si parla sia sostanzialmente quello dei sacerdoti uccisi dai sanguinari comunisti. Continua a leggere

Maroni, Lega e dignitá dell’uomo

Tassa sull’immigrazione: provvedimento amministrativo o apartheid?

Sacco e Vanzetti

Bartolomeo Vanzetti, al processo che lo vide condannato a morte con Nicola Sacco, dichiaró: „Al centro immigrazione, ebbi la prima sorpresa. Gli emigranti venivano smistati come tanti animali. Non una parola di gentilezza, di incoraggiamento, per alleggerire il fardello di dolori che pesa così tanto su chi è appena arrivato in America”. E in seguito scrisse: “Dove potevo andare? Cosa potevo fare? Quella era la Terra promessa”. Alla base del verdetto di condanna – a parere di molti – vi furono da parte di polizia, procuratori distrettuali, giudice e giuria pregiudizi razziali e una forte volontà di perseguire una politica del terrore suggerita dal ministro della giustizia Palmer. Il giudice Webster Thayer li definì senza mezze parole due anarchici bastardi. Continua a leggere