Il pellegrino e l’asino

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Un anziano sufi era in viaggio col suo asino quando una sera trovò ospitalità in un convento.
Legò il suo animale nella stalla e si accomodò nella sala coi suoi fratelli. Mentre la cena veniva servita si ricordò del suo animale e disse allo stalliere:

“Prepara la paglia e l’orzo per il mio asino”

“Signore onnipotente, rispose lo stalliere, perché mi dici questo? Faccio questo lavoro da molti anni, non ho bisogno di consigli!”

Il vecchio sufi disse:

“Bagna l’orzo prima di metterlo nella mangiatoia. Si tratta di un vecchio asino e i suoi denti sono diventati deboli”.

“Signore onnipotente, disse quello, perché mi dici questo? Io insegno questi accorgimenti ad altri!”

Il sufi disse: “Togligli la sella e spalma la sua piaghe della schiena con la pomata di erbe”.

“Signore onnipotente! Ho già avuto mille ospiti come te e tutti se ne sono andati contenti. Da me l’ospite è sacro come la mia vita e la mia famiglia”.

Il sufi disse: “Dagli dell’acqua, ma che sia tiepida”.

“Signore onnipotente! Mi vergogno per te, derviscio!” ribatté lo stalliere.

“Mescola solo poca paglia col suo orzo” proseguì il sufi.

“Signore onnipotente! Smettila con questi discorsi, so fare il mio lavoro!”

Il Sufi disse: “Spazza via i sassi e il letame dal suo posto e se è umido, spargi della sabbia”.

Il servo rispose: “Signore onnipotente! Prega il Signore, o padre e non sprecare le tue parole con uno che conosce il suo lavoro!”

“Prendi una spazzola e massaggia la sua schiena” disse il sufi.

“Signore onnipotente! Vergognati padre” rispose quello alzandosi e stringendo la cinghia attorno alla vita.

“Ora vado e per prima cosa andrò a prendere la paglia e l’orzo”.

Se ne andò ma senza pensare per un solo momento alla stalla e al povero asino. Invece si recò alla vicina taverna e con un gruppo di amici restò tutta la notte a bere e a ridere del vecchio sufi.

Il mattino seguente il vecchio sufi si accomiatò dalla confraternita e salito sul suo asino riprese la sua strada ma ad ogni passo l’asino che non aveva chiuso un occhio per la fame e per la stanchezza, incespicava e cadeva. “Che cosa succede? chiedevano i suoi confratelli, non ci avevi detto che il tuo era un asino ancora robusto?”
“Anche voi camminereste così, rispose il vecchio sufi, se il vostro asino per tutta la notte non avesse ricevuto altro che ‘Signore onnipotente’ per cibo”.

 

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