Il Lord e il diamante

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Un ricco Lord inglese si era recato a Delhi a far visita al viceré.
Di fronte all’opulento ingresso del palazzo aveva notato un mendicante di fronte al quale ministri, maharaja e ambasciatori si inchinavano con grande rispetto. Chiesto il motivo di tale devozione ottenne solo risposte vaghe ed era chiaro che le sue domande erano considerate fastidiose.

Si recò allora di persona a far visita all’uomo e gli chiese il motivo di tanta devozione e, solo dopo aver tanto insistito, questi gli disse di essere il custode di un oggetto che nessuno all’infuori di lui, voleva custodire. Anche qui il Lord dovette molto insistere fino a quando il mendicante tolse da sotto i suoi stracci un diamante di straordinaria bellezza e grandezza come il Lord non ne aveva mai visti. Ne chiese il prezzo ma il mendicante rispose che il gioiello non era in vendita e che ministri, ambasciatori e Maharaja avevano tutti rifiutato di custodirlo. Ne seguì una lunga discussione e alla fine il Lord, dopo molte preghiere, riuscì a farsi consegnare il gioiello senza sborsare alcunché in cambio.

Tornato nel suo castello in Inghilterra, chiamò il migliore dei falegnami e gli ordinò di costruire una vetrina degna di accogliere tale tesoro. Il falegname lavorò per mesi prima di consegnare al Lord un mobile unico nella sua bellezza. La vetrina venne portata al piano nobile del castello, al centro della sala d’armi, fra cannoni, armature e scudi lucenti.
Tutto sembrava perfetto ma… la vetrina era veramente bellissima e occupava il posto d’onore ma la sala era stata ideata per dare luce a tutte le armi appese alle pareti e il mobile al centro della sala, nonostante la sua bellezza, passava quasi inosservato.

Non importa, si disse il Lord. Fece chiamare il migliore degli architetti e gli illustrò il problema. Questi chiese tempo a sufficienza per poter risolvere il dilemma. Dopo molte settimane si ripresentò al castello con molti rotoli di pergamena sotto il braccio.

“Ho trovato la soluzione”, disse e così facendo cominciò a sottoporre il suo piano al Lord. “Per dare luce al mobile col diamante, chiuderemo tre bifore a destra e tre bifore a sinistra della finestra centrale, così che tutta la luce a disposizione cadrà esattamente nel punto centrale”. Il Lord era entusiasta. “Quanto ci costerà tutto questo?”. L’architetto disse una cifra. “Benissimo, disse il Lord, che si cominci subito!”
“Ancora un momento Milord” Disse l’architetto.
“Quando avremo chiuso le bifore sulla facciata anche il terrazzo sopra l’ingresso diventerà inutile e dovremo abbatterlo assieme al baldacchino che lo sovrasta con le statue dei vostri avi. Il Lord restò un attimo pensieroso. “Va bene, disse, abbattete pure il baldacchino, le statue verranno erette altrove”. “Ho pensato anche a questo, incalzò l’architetto, chiuderemo l’ingresso principale sul lato sud del castello e ne apriremo uno nuovo sul lato est, ricostruiremo la terrazza, il baldacchino e lo sormonteremo con le statue”. “Quanto ci costerà tutto questo?”  chiese di nuovo il Lord. La cifra nominata dall’architetto lo mise di cattivo umore, avrebbe dovuto dare fondo a gran parte del suo patrimonio. “Va bene, architetto, rispose a denti stretti, date inizio ai lavori”. “Milord, c’è ancora un particolare. Quando avremo aperto il nuovo ingresso sul lato est dovremo trasformare la biblioteca in guardaroba e munirla di una sontuosa scalinata per salire al piano nobile esattamente all’ingresso della sala delle armi e questo costerà ancora la stessa somma fin qui spesa”. Ciò corrispondeva a tutto il patrimonio del Lord ma il gioiello gli avrebbe guadagnato l’ammirazione della stessa casa reale procurandogli dei notevoli privilegi. Prima che potesse aprir bocca, l’architetto continuò. “Naturalmente dovremo spostare la corte d’onore sul lato del nuovo ingresso e tracciare un nuovo percorso per la strada che porta al castello, rinunciando così al binocolo di cipressi secolari della strada della contea, ma anche a questo ho posto rimedio…” Il Lord non gli permise di finire.

In incognito tornò a Delhi, con un profondo inchino restituì il diamante al mendicante, l’unico a poter custodire il gioiello.

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