Il santo e il ladro

C’era una volta, forse 500 o 600 anni fa nella regione del Chorasan, un santo che usava trascorrere la notte in preghiera.
Una notte, dedito alla recitazione del Dhikr, udí degli strani rumori provenire dall’esterno. Alzatosi e recatosi in giardino, vide un uomo intento a salire sul tetto della casa del vicino aiutandosi con una corda. Immediatamente capí di essere testimone di un tentativo di furto. Uscito in strada cominció ad urlare e chiedere aiuto. Gli abitanti del villaggio accorsero armati di nodosi bastoni e il ladro, sorpreso da tanto clamore, con un balzo scese dal tetto e si dileguó in fretta nel buio della notte. Inutili furono le ricerche, evidentemente il ladro aveva fatto uso di tutta la sua abilitá per sfuggire alla caccia.
Tornato alla sua meditazione, il santo cominció ad avere degli scrupoli. “Quell’uomo é uscito di casa, si é molto preparato e ha sperato in un ricco bottino. ora tutti i suoi sforzi sono stati vani e stará seduto in qualche luogo al buio col cuore appesantito da questo insuccesso”. In un attimo uscí di nuovo da casa e si mise alla ricerca del ladro nel buio pesto della campagna circostante. Benché il ladro fosse ben nascosto sotto fitti cespugli, il santo lo scovó e lo apostrofó cosí:
“Assalamaleikum fratello. Forse tu non ti ricorderai di me ma siamo vecchi amici”
“Davvero, rispose il ladro, io non mi ricordo di te”
” Questo é dovuto al fatto che io ti conosco da uomo coraggioso quale sei ma dal dietro. Infatti esiste un coraggio di chi affronta il pericolo a viso aperto e il coraggio di chi di fronte al pericolo si ritira.”
Ovviamente non esiste il coraggio di chi si ritira di fronte al pericolo ma il santo voleva mettere il ladro a suo agio dopo la fuga di poc’anzi. Il santo continuó a parlare con voce calma fino a quando il ladro fu visibilmente piú tranquillo. A quel punto il santo disse: “Quello che é appena successo é stata veramente una grossa sfortuna ma io ti posso aiutare a non andare a casa a mani complertamente vuote. Vicino alla casa dove sei appena stato ce n’é una seconda con un muro particolarmente basso, lí ti sará piú facile entrare anche perché il proprietario non é in casa, cosí potrai fare un buon bottino” Superata la diffidenza, il ladro decise che valeva comunque la pena dare un’occhiata. Il racconto del santo si riveló vero. Di fronte a lui ora c’era questa casa dal muro particolarmente basso e i suoi occhi esperti confermarono che in casa non ci doveva essere nessuno. Con un balzo fu dall’altra parte e cominció a buttare oltre il muro, nelle mani del santo, ogni cosa gli capitasse a tiro compreso il mantello e il tappeto per le preghiere, stoviglie e posate. Di fatto il ladro era ora molto contento di non dover andare a casa a mani vuote e nemmeno per un attimo gli passó per la mente che la casa che stava svaligiando era proprio la casa del santo. Questo per il motivo che il santo non poteva sopportare l’idea di aver spezzato il cuore al ladro per aver dato l’allarme e aver impedito cosí il furto nella prima casa.

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