Rashid il Giusto e Bahlul il folle

Bahlul Dana (che Dio benedica il suo segreto) visse sotto il regno del Califfo Harun al-Rashid il Giusto ed era uno studente di Imam Jafar as-Sadiq (as). Il suo nome era Wahab bin Amr. Era un giudice (Qadi) molto conosciuto, un insegnante per molte persone ed era benestante. Era uno dei più rinomati Sufi della sua epoca. Era anche il fratello (secondo altre fonti il cugino) del Califfo Harun al-Rashid.
Ad un certo punto della sua vita, Wahab bin Amr, rinunció al benessere e alla Fama, si vestí di stracci e andó a vivere per strada dimorando in luoghi isolati.
Per questo i suoi contemporanei lo chiamavano Bahlul, il folle.
Un giorno Bahlul era impegnato a disegnare nella polvere della strada.
La regina Balqees, moglie di Harun-al-Rashid, si trovó a passare di lí e mossa a compassione dalla figura di Bahlul vestito di stracci e seduto nella polvere, gli chiese cosa stesse facendo.
“Sto costruendo un castello in paradiso” rispose Bahlul il folle.
Balgees sorrise a quella risposta e di nuovo rivolta a Bahlul chiese:
“ A quale prezzo mi venderesti questo castello in paradiso, oh Bahlul?”
“Cento dinari”, rispose Bahlul.
La Regina Balgees che molto amava il suo parente folle, mandó subito un servitore a prelevare la somma di cento dinari da corrispondere a Bahlul in cambio del castello.
Il mattino dopo, Harun-al-Rashid raccontò alla moglie Balgees di aver fatto uno strano sogno:
“Ho sognato il Paradiso e nel mezzo del paradiso c’era un castello bellissimo le cui mura di diamante si estendono fino all’orizzonte dell’oriente e dell’occidente. Le torri sono di rubino e la porta di oro finissimo di Ofir. Sopra l’architrave troneggia questa scritta: “Castello della regina Balgees, moglie di Harun-al-Rashid, il giusto”
Al sentire questo racconto, la regina Balgees impallidì e raccontò al marito dell’incontro con Bahlul del giorno prima.
Immediatamente Harun-al-Rashid mandó a chiamare il parente che venne accompagnato dalle guardie fino alla stanza del trono.
Dopo molti convenevoli e cerimonie che alla reggia erano riservati solo ai Capi di Stato in visita al Califfo, Harun-al-Rashid si rivolse a Bahlul cosí:
“Oh estimato lume di saggezza e sangue del mio sangue, ecco, io, Harun-al-Rashid, il Giusto, il protettore dei credenti, il difensore della fede ti chiedo di costruirmi un palazzo in paradiso simile a quello che hai costruito per Sua Grazia la regina Bagees, la mia amata sposa, per il prezzo di cento dinari”.
Tra lo sconcerto dei presenti peró, Bahlul il folle rifiutò.
“E va bene, disse Harun, mille dinari”.
Ma ancora Bahlul rifiutò.
“Centomila dinari!” sbotto Harun impaziente.
“No Harun” rispose Bahlul senza rispetto “Ieri tua moglie ha pagato il castello in paradiso cento dinari senza averlo visto ma tu lo hai visto, per questo non potrai comprarlo a nessun prezzo”.

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