Il leone e la lepre

Nella foresta viveva una volta un leone feroce e crudele che passava il tempo a terrorizzare ogni animale gli venisse a tiro. Stanchi dei suoi soprusi e della sua ferocia, gli animali della foresta mandarono una delegazione a trattare i termini di un accordo che potesse soddisfare entrambe le parti. Dopo lunghe trattative si giunse ad un accordo: gli animali avrebbero mandato a turno secondo la loro specie un individuo al giorno per soddisfare la fame del leone e questi avrebbe come contropartita lasciato in pace tutti gli altri. Tutto funzionò fino a quando venne il turno della lepre la quale si rifiutava di andare all’appuntamento col leone e con la sua morte sicura. “Devi mantenere il patto” dicevano gli altri animali. “Perché andare alla morte senza nemmeno tentare una via di salvataggio” rispondeva la lepre. Così, di discussione in discussione il tempo passava e l’ora dell’appuntamento col leone si faceva sempre più prossima. “Stolti” diceva la lepre “vi mostrerò come è possibile sfuggire alla morte” ma nessuno degli altri animali già terrorizzati per la possibile reazione del leone voleva darle retta.
Di fatto il leone nell’attesa ruggiva infuriato e malediva il giorno in cui aveva accettato di sottoscrivere il contratto. “Vili, dovevo aspettarmelo ma la pagheranno cara”. E proprio nel mentre si apprestava a prendere la via della foresta vide la lepre che in tutta tranquillità spuntava dall’ultima curva prima della sua residenza. “Roooaaarrrr” disse il leone “non provare nemmeno a dare una giustificazione per il tuo ritardo perché ti sbranerò subito”. “E invece faresti bene ad ascoltare” rispose la lepre per niente impaurita. “E allora dimmi” disse il leone “ma non ti servirà a nulla”. “Ecco” rispose la lepre “dal momento che io sono troppo piccola per il tuo pranzo, stavo venendo qua con mio fratello più grasso e pasciuto quando fra gli alberi è comparso un altro leone che voleva mangiarci. Gli ho immediatamente offerto un bottino più grande e lui ha accettato la proposta tenendosi mio fratello per ostaggio. Ora lui è rimasto indietro nella foresta e io sono venuto da te per avvisarti”. “Un altro leone?” urlò “mostrami la via e mi sbarazzerò di lui”. Ovviamente non esisteva nessun altro leone e la lepre, dopo molti giri, condusse il leone verso un pozzo e, giunta ormai a pochi passi, esitò e cominciò a tremare. “Che c’è?” chiese il leone “perché esiti?”. “Ecco” rispose la lepre “il leone in fondo al pozzo è veramente terribile e io, piccola come sono, sono terrorizzata all’idea di vederlo”. “Con me non hai nulla da temere” e così detto strinse la lepre sotto la sua poderosa zampa e si affacciò al pozzo. Che sfrontatezza! In fondo al pozzo vide il suo rivale che stringeva la lepre sotto la zampa e guardava con aria cattiva all’insù. Senza esitare, il leone, lasciata la lepre, si buttò con le fauci spalancate in fondo al pozzo a combattere … la sua immagine riflessa e là, incapace di risalire, morì.

Liberamente tratto da “Il Mathnawi”
di Jalal al Din Rumi
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