Falsi maestri e veri discepoli

Tanto tempo fa un giovane biondo era alla ricerca del Vero. Iniziò a percorrere molte strade sperando di poter trovare un maestro che potesse aiutarlo nella ricerca. Si fermò lungo un sentiero e vide un gruppo di persone (in realtà erano un gruppo di briganti di ritorno dall’ultimo saccheggio) a cui chiedere informazioni su un maestro a cui poter affidare la propria crescita.

Appena vicino al gruppo chiese subito al capo “Mi perdoni, ma io sto cercando un Maestro a cui affidare la mia vita e che possa aiutarmi a trovare la Via, ne conoscete qualcuno?”. Il capo brigante, che era una volpe, capì che il giovane poteva ritornargli utile e, facendo un occhietto ai suoi, gli disse “Io sono un maestro! Se vuoi arrivare alla meta dovrai eseguire i miei ordini per dieci anni, dovrai lavorare per noi, fare da mangiare, lavare, riassettare i nostri letti e rasserenare le nostre anime. Allo scadere del tempo ne riparleremo…”. Al capo brigante era venuta questa splendida idea … d’altra parte si ricordava ancora che suo padre gli aveva insegnato qualche preghiera con cui poteva raggirare il ragazzo. Costui accettò immediatamente con la gioia nel cuore di aver fatto pochissimi sforzi per incontrare il Maestro.

Per dieci anni il giovane lavorò, diventando quasi uno schiavo, ma con Dio nel cuore e nella mente, con la meta sempre viva innanzi a se’. Intanto Dio vide con benevolenza l’amore che lui manifestava in tutte le cose che faceva e decise che ormai era pronto per diventare egli stesso un Maestro. Mandò il suo angelo per informarlo della sua decisione ….

Proprio durante la notte, l’Angelo del Signore apparve al giovane e gli disse: “Alzati e sii felice, Iddio ha deciso che tu potrai essere un suo rappresentante sulla terra, da oggi sei un Maestro!”. Il giovane rimase perplesso e rispose: “Oh angelo, grazie di questo annuncio, ma io non posso diventare un Maestro almeno fino a quando il mio maestro terreno non mi avrà concesso libertà!”. L’Angelo, quindi, lasciò il ragazzo e partì per comunicarne la risposta. Appena Iddio seppe si compiacque della fedeltà amorosa del giovane, senza giudizio, senza cattiveria. E rispose: “In nome del profondo amore che è nel cuore del ragazzo io trasformerò quel ladro in un Maestro. Costui, infatti, ha formato la faqr (attitudine al discepolato) di questo giovane meglio di quanto molti altri avrebbero potuto fare.” E cosi avvenne.

(G. I. Gurdjieff)
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