Il grammatico e il derviscio

 

In una notte senza luna un derviscio, passando vicino a un pozzo prosciugato, sentì un grido: una voce cavernosa chiedeva aiuto.

“Chi c’è laggiù?”, chiese il derviscio, sporgendosi.

“Sono un grammatico e, poiché non conosco la strada, sono caduto inavvertitamente in questo profondo pozzo dove mi trovo ora, praticamente immobilizzato”, rispose la voce.

“Tieniti, amico, vado a prendere una scala e corda”, disse il derviscio.

“Un momento, prego”, rispose il grammatico. “La tua sintassi e la tua pronuncia sono difettose; ti prego di correggerle”.

“Se questo è così importante per te, più importante dell’essenziale”, gridò il derviscio, “allora è meglio che tu rimanga lì dove sei finché io non imparo a parlare correttamente”.

E proseguì per la sua strada.

Jalaluddin Rumi

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