Giocare a Dio

Genetica

Genetica

Si chiama «social egg freezing», congelamento sociale degli ovociti, ed è la nuova arma anti infertilità usata dalle donne che vogliono rimandare, spesso oltre gli anta, il momento di diventare mamme. E allora la scienza viene loro incontro permettendo di congelare a trent’anni, anche prima, gli ovociti, così che quando poi decideranno di mettere su famiglia, la percentuale di successo nel rimanere incinte non sia compromessa dalla data di nascita. Fecondazione artificiale, ovviamente, in vitro. egg freezing

Com’è bello il genere umano! Oh mirabile e nuovo mondo che possiedi abitanti così piacevoli! (William Shakespeare)

Nel suo romanzo “Il mondo nuovo”, Aldous Huxley non era arrivato a tanto. Se, infatti, nel mondo fantastico da lui descritto, una società il cui motto è “Comunità, Identità, Stabilità”, la produzione in serie è applicata anche alla riproduzione umana, resa completamente extra uterina (gli embrioni umani sono prodotti e fatti sviluppare in apposite fabbriche secondo quote prestabilite e pianificate dai coordinatori mondiali), la realtá sta di gran lunga superando l’immaginazione.

Come sempre in questi casi, il piatto ci viene servito a piccole porzioni perché alla fine l’ultimo passo che arriverá a costruire il primo Frankenstein in laboratorio ci sembri normale. Si comincia con una pratica diagnostica prenatale rivoluzionaria perché non usa raggi X e ci offre la possibilitá di riconoscere eventuali malformazioni del feto e, nel caso, eliminarlo. Ha il sapore di un grosso contributo scientifico ad una sana pianificazione famigliare e non è cosí. Al di lá di una percentuale di errori comunque presente, il moltiplicarsi di diagnosi prenatali invasive e non invasive inducono ad una vera e propria handifobia, la fobia del feto portatore di handicap, con conseguenze psicologiche per la madre e, probabilmente, per il nascituro. Per quel che riguarda le diagnosi invasive, si tende a sottovalutare, se non a nascondere, il tasso di pericolositá delle stesse. Se si considera che nel 2003 in Italia sono state eseguite circa 100.000 amniocentesi, ne consegue che circa 500-1000 gravidanze normali e volute sono esitate in aborto a causa di questa tecnica, con conseguente trauma per la donna. Non è un dato trascurabile. “A 20 anni il rischio di fare figli con handicap è di uno su 1.500, mentre la possibilità di procurare un aborto con l’amniocentesi è una su 200”.

http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=53

Resta il fatto comunque sconvolgente dell’eliminazione del feto eventualmente portatore di malformazioni. Il fatto che ció avvenga nelle stanze asettiche di una clinica non ci toglie dalla bocca il sapore amaro che ci lascia il pensiero della selezione della razza che, nemmeno molti anni fa, avveniva per mano dei medici nazisti con iniezioni al fenolo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Josef_Mengele

Dalla conservazione dello sperma alla selezione dell’embrione in provetta il salto è stato breve e non ce ne siamo nemmeno accorti. L’associazione American Fertility offre, ad esempio, la cosiddetta Pre-implantation Genetic Diagnosis, pratica ormai diffusa grazie all’uso di strumenti particolari fatti di vetro e ad un microscopio. Una singola cellula (blastula) viene prelevata per conseguire l’analisi genetica. Gli embrioni la cui biopsia dà esiti negativi diventano poi disponibili per essere utilizzati per il transfer, o per essere congelati per tentativi futuri. Gli altri sono “eliminati“. Assieme a questo, l’associazione offre anche la possibilitá di determinare il sesso del nascituro.

http://www.ovodonazione.com/

Siamo al bimbo su ordinazione. Aperta la strada dell’eugenetica e della genetica tout-court, siamo ormai alla sperimentazione selvaggia con conseguenze inimmaginabili. Quali sono i vantaggi della clonazione resta un mistero. I motivi che se ne adducono sono la ricerca che ci aiuterá a prevenire o guarire patologie oggi incurabili e anche questo è falso. Nella ricerca sulle cellule staminali si riproduce il principio della selezione, non della guarigione. La legge sugli “embrioni chimera” approvata in Gran Bretagna e’ la conseguenza del mito di un progresso scientifico non sottoposto a verifiche, e di una ricerca senza limiti etici. Non c’e’ più bisogno del padre per accedere alle tecniche di riproduzione assistita: per la legge inglese sarà sufficiente un “supporto parentale”. Il padre diventa quindi un semplice fornitore di seme. Sarà poi possibile creare “bambini farmaco“, cioè far nascere bambini da una selezione di embrioni, nella quale si scelgono quelli geneticamente compatibili con fratelli o sorelle malati, e sono scartati gli altri. I nati con questo metodo potranno fornire i propri tessuti o cellule ai familiari malati. La legge precedente permetteva questo tipo di “bambini farmaco” solo in presenza di malattie mortali, mentre la nuova normativa allarga le possibilità. Infine sarà lecita la creazione di embrioni misti uomo/animale: potranno essere creati a scopo di ricerca – e distrutti entro il 14° giorno – embrioni ibridi puri (mischiando gameti umani e animali), embrioni umani geneticamente modificati (in cui e’ stato inserito Dna animale), embrioni umani in cui sono state inserite cellule animali, e cibridi, cioè embrioni creati mediante “clonazione terapeutica” (la stessa tecnica usata per far nascere la pecora Dolly) usando ovociti animali e cellule umane. A scongiurare l’applicazione della legge non e’ servita nemmeno la durissima lettera apparsa sul Times e firmata da scienziati di tutto il mondo che hanno criticato fortemente la consistenza scientifica di questo tipo di esperimenti. Bambini progettati senza padre oppure nati solo perché il loro Dna e’ quello “giusto“; ricerche con scarso valore scientifico spacciate come progresso medico, e aborti effettuati quando il feto può sopravvivere: a questo porta il mito di un progresso ‘scientifico’ non sottoposto a verifiche, e di una ricerca senza limiti etici“.

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