La violenza sulle donne é un fenomeno universale.

 In India sei bruti hanno assalito una coppia di fidanzati su un bus pubblico e per due ore hanno brutalizzato la ragazza ventitreenne dopo aver massacrato di botte il fidanzato.

“Ma l’India è lontana, retrograda e condizionata da religioni arcaiche che considerano le donne di uno stato inferiore rispetto all’uomo. Da noi non potrebbe mai succedere”.

E se da noi poi succede, sono gli immigrati, soprattutto gli islamici.

Argomenti che purtroppo trovano sostenitori anche fuori dalle osterie.

La variante peggiore è quella che le donne «sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni esistenti. […] Una stampa fanatica e deviata attribuisce all’uomo che non accetterebbe la separazione la spinta alla violenza. Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni. Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici. Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (forma di violenza da condannare e punire con fermezza) spesso le responsabilità sono condivise».

http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/13542-le-donne-e-il-femminicidio-facciano-sana-autocritica-quante-volte-provocano

Invece no, la violenza sulle donne, a sfondo sessuale o meno, è un fenomeno universale che ci riguarda quindi da vicino.

A brutalizzare le donne, fisicamente o psicologicamente, sono gli uomini.

Latitudine, cultura o religione non sono fattori concorrenti al fenomeno, casomai aggravanti.

Se lo stupratore è indiano, la sua cultura, la sua religione, il suo retaggio storico millenario sono un’aggravante perché tutto il contesto sociale impregnato di cotanta eredità gli ha tramandato valori e punti di riferimento assolutamente rivolti al rispetto della dignità umana.

Se lo stupratore è islamico, la sua religione è un’aggravante poiché l’islam considera che onorare la donna sia segno di personalità sana e virtuosa. Il Profeta disse al riguardo: “Il credente più compiuto è quello che osserva il comportamento migliore; ed i migliori tra di voi sono coloro che meglio si comportano con le loro donne.” (Ibn Habban n° 4176)

http://womeninislam.ws/it/i-diritti-generali-della-donna-nell-islam.aspx

Se lo stupratore è italiano, europeo, occidentale, la civiltà di cui è tanto orgoglioso è per lui un’aggravante poiché i valori della carta dell’uomo, delle costituzioni e delle leggi dei singoli Stati laici sono ormai da tempo improntate all’uguaglianza di diritti fra uomo e donna.

Non ci sono quindi argomenti che tengano, la violenza sulle donne non ha colpe storiche, culturali, religiose: la violenza sulle donne è opera di uomini immaturi e brutali.

In Italia Circa la metà delle donne in età 14-65 anni (10 milioni 485 mila, pari al 51,8 per cento) ha subito nell’arco della loro vita ricatti sessuali sul lavoro o molestie in senso lato come pedinamento, esibizionismo, telefonate oscene, molestie verbali e fisiche. Sono più esposte le donne che abitano nei centri delle aree metropolitane (64,9 per cento) e nei comuni periferici delle stesse (58 per cento). Valori sopra la media si evidenziano per le donne del Nord-Ovest (57,2 per cento) e del Nord- Est (54,3 per cento), soprattutto in Piemonte (58,9 per cento), Lombardia (56,9 per cento), Emilia-Romagna (56,3 per cento), e Liguria (55,5 per cento).

http://www.istat.it/it/archivio/5173

Sono cifre paurose che dovrebbero indurci a riflettere, altro che India.

http://www.befan.it/usa-assolto-da-stupro-perche-la-vittima-era-nubile/

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