La domenica e la vita

Eternitá

É domenica.

La mamma mi lascia dormire più a lungo e mi alzo quando mi sveglio senza essere chiamato.

La breve colazione e poi il bagno nella vasca, la doccia è ancora un uso eccentrico.

Mi metto il vestito della festa e cerco di andare alla messa delle nove e mezza.

Se ritardo dovrò andare a quella cantata delle dieci e mezza che dura di più.

Al ritorno dovrò rispondere alle domande: chi ha recitato la messa? E cosa ha detto nella predica?

È l’esame del papà per accertarsi che sia veramente stato in chiesa.

La domenica a tavola c’è il pollo o, alternativo, il lesso del brodo. D’inverno la polenta con la casóla.

Il pomeriggio è d’obbligo l’oratorio e, con le cento lire di mancia, il film delle quattro.

Qualche volta il papà viene a prendermi prima per andare a visitare qualche parente o per una gita in auto. Allora mi sento un privilegiato e saluto orgoglioso gli amichetti che devono restare fino alla fine dell’ora di dottrina.

Col tramonto si fa strada un senso di malinconia e di tristezza: domani ci si alzerà presto e si torna a scuola.

Poi gli anni passano, alle cento lire di mancia si sono sostituite le chiavi della macchina e al cinema delle quattro l’intimità con l’amica, il lavoro ha sostituito la scuola.

Solo la malinconia e la tristezza alla fine della giornata sono rimaste uguali.

Guardo indietro e mi viene da pensare che il ricordo delle mille domeniche altro non sia che una metafora del nostro passaggio su questa terra.

Un risveglio graduale della nostra personalità, alcuni obblighi da assolvere, la ricerca di un proprio posto in questa vita e un senso di malinconia quando vediamo avvicinarsi il tramonto e la fine della giornata.

Ci sono valori che vale la pena di vivere in questa breve pausa prima del ritorno nell’eternità?

A me sembra di sì.

Li metto lì alla rinfusa:

– il ricordo di Dio nel senso dei sufi e di Qoelet 12,1

“Ricordati del tuo creatore
nei giorni della tua giovinezza,
prima che vengano i giorni tristi”;

– la solidarietà con i nostri compagni di viaggio meno fortunati come viene raccomandata nel Vangelo, nel Corano e nell’insegnamento buddhista;

– l’astenersi da comportamenti lesivi della dignità altrui;

– dare un contributo a secondo delle nostre capacità perché qualche cosa, anche piccola, cambi in meglio per noi e per gli altri.

È una speranza, ma forse se ci sforziamo anche solo in parte a realizzare uno di questi scopi, potremo guardare indietro con la consapevolezza di averci almeno provato e, forse, potremo affrontare il tramonto e la sera con meno malinconia e tristezza.

42 Ti chiedono a proposito dell’Ora: «Quando giungerà?»
 
46 Il Giorno in cui la vedranno, sarà come se fossero rimasti [sulla terra] una sera o un mattino.
 
(Corano LXXIX)
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