Leggi terrene e leggi divine

Legge di Gravitazione universale

Quando dovetti impararla a memoria per l’interrogazione di fisica, la formula si scriveva con simboli diversi.

Oggi, per questo articolo, sono andato a rileggerla e si scrive così:

F = G m1 m2 / r2

É la formula che descrive la legge di gravitazione universale.

Se non ricordo male, fu Newton a scriverla per la prima volta.

Newton non era né profeta né tantomeno Dio, eppure non esito a definire questa sua formula come “legge divina”.

Perché?

Perché, per quanto ne sappiamo, questa legge vale ovunque nell’universo che conosciamo e nessun intervento dell’uomo può mutarne le caratteristiche.

A volte la formula è scritta in modo diverso, io la imparai così: G= (M.m)/(R.r). c.

La sostanza non cambia. Gli addetti ai lavori cambiano a volte la forma e il linguaggio, qualche volta, raggiunte nuove conoscenze, sono costretti a cambiare anche la sostanza di una formula ma non sono in grado di intervenire per mutare la realtà di un fenomeno.

Albert Einstein sostenne caparbiamente l’immutabilità dell’universo e per spiegare la sua teoria della relatività utilizzò la cosiddetta costante di Cavendish (G nella prima formula, c nella seconda) che descrive una piccolissima (G = 6.673 10-11) variante alla formula: “Due corpi nello spazio si attraggono in maniera direttamente proporzionale alla loro massa (m) e inversamente proporzionale alla loro distanza ( r)”.

Questa sua convinzione nasceva probabilmente dalla sua visione filosofica del creato. Einstein era un ammiratore di Spinoza che descrive l’universo come un insieme di leggi dettate da un’entità impersonale. Se quindi l’universo è retto da leggi interagenti, questo è però immutabile.

Fu il gesuita Georges Lemaître a contribuire in maniera strepitosa al ribaltamento di questa visione.

Nel 1927, infatti, pubblicò l’ipotesi dell’atomo primigenio, oggi nota come teoria del Big Bang.

Lemaître fu sempre un sostenitore dell’espansione illimitata dell’universo e a questo scopo conservò nel suo modello la costante di Cavendish (oggi costante cosmologica), proposta da Einstein, ma abbandonata da lui e da quasi tutti gli altri fisici dopo la scoperta del Big Bang. L’espansione illimitata e l’uso della costante cosmologica furono generalmente accettati solo dopo che fu scoperta l’accelerazione dell’espansione dell’universo. Ciò però ebbe luogo solo nel 1998, oltre trenta anni dopo la morte di Lemaître.

Cosa vuol dire?

È un esempio di quanto ho detto sopra. Una legge della fisica può essere nel tempo perfezionata nella sua descrizione, ma nella sua essenza rimane uguale nel tempo e, probabilmente, anche nello spazio.

Queste caratteristiche fanno di tale legge una legge divina.

Non sono Albert Einstein o Georges Lemaître ad aver stabilito le caratteristiche di questa legge, Einstein e Lemaître sono solo stati in grado di descriverle.

“Non ammazzare”.

Non è Mosé (la pace sia con Lui) ad “inventare” un comandamento, Mosé * è solo un Messaggero che descrive una Legge valida sempre e ovunque.

Filosofi e moralisti hanno, nel corso dei secoli, dato interpretazioni sempre diverse e dettagliate di questa legge, la sua sostanza rimane la stessa.

“I soldati sono assassini”, scriveva Kurt Tucholsky il 4 agosto 1931 su „Die Weltbuhne“. Il suo direttore, Carl van Ossietzky, ebreo come lui – cosa che nel clima di deriva verso il nazionalsocialismo renderà tutto più complicato – a quella frase sarà quasi impiccato.

Ora, nell’esercizio del nostro libero arbitrio, possiamo credere ch esistano valori universali oppure no, leggi cosmiche oppure no, leggi divine oppure no.

Di fatto, l’universo è retto da leggi che definirei “minori” come la gravità universale e la relatività, e leggi che considero “maggiori” come non uccidere.

I personaggi ai quali dobbiamo rivolgere la nostra attenzione se siamo interessati alle leggi minori sono, nella storia dell’umanità, gli Einstein, i Lemaître, i Galileo, i Newton.

Per quanto riguarda la comprensione delle leggi maggiori o divine saremmo ben consigliati a ricercare la compagnia di chi di queste leggi ne ha fatto la propria ragione di vita e manifesta chiari segni di una comprensione superiore alla nostra.

La lettura dei libri sacri di ogni religione è senz’altro un punto di partenza, il resto, inschallah, verrà da sé.

“Se l’uomo muove un passo verso Dio, Dio muove due passi verso l’uomo”.

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