Predestinazione e libero arbitrio

“Porterò io l’Anello, anche se non conosco la strada”. [Frodo Baggins, la compagnia dell’anello]

 

Predestinazione o libero arbitrio?

Quante scelte abbiamo fatto nella vita?

10, 100, 1000?

Una al giorno?

Forse nessuna.

Abbiamo veramente la possibilità di scegliere?

Proviamo a fare un esperimento semplice.

Se l’interruttore alla parete è in grado di accendere o spegnere la lampadina che pende dal soffitto, possiamo chiedergli di accendere una luce rossa o blu?

Ovviamente no.

L’interruttore può solo interagire nei limiti della sua funzione fisica.

Acceso – spento.

Perché crediamo che le nostre decisioni si muovano in un contesto diverso?

Perché penso che IO sono in grado di decidere liberamente?

IO posso solo decidere sulla base delle informazioni di cui dispongo al riguardo di un argomento, di un fatto, di una serie di circostanze.

Forse il discorso si complica nel momento in cui le emozioni diventano un fattore che condiziona le nostre scelte.

In apparenza.

In realtà le nostre emozioni sono, volenti o nolenti, il frutto di esperienze precedenti o il risultato di condizionamenti più o meno consci.

Né più né meno, fattori che entreranno a far parte della scelta che dobbiamo affrontare.

Che cosa vuol dire?

Intanto che possiamo solo decidere nell’ambito delle informazioni che abbiamo a disposizione.

Acceso – spento; rosso – blu.

Se quindi possiamo scegliere esclusivamente in base alle informazioni di cui disponiamo, vuol dire che non siamo padroni né delle nostre scelte né del nostro destino o che perlomeno, l’orizzonte che abbiamo a disposizione per le nostre scelte è molto limitato.

Vuol anche dire che, forse, non abbiamo mai scelto nulla.

Forse.

“Porterò io l’Anello, anche se non conosco la strada”.

Sono le parole di Frodo Baggins nel bellissimo libro di John Ronald Reuel Tolkien.

Qual è la scelta di Frodo?

Frodo sceglie di accettare il proprio destino e di portare a termine un’impresa di cui non conosce nessun dettaglio.

È un salto nel vuoto e Frodo decide di saltare senza sapere se sopravvivrà.

Questa è, credo, l’unica scelta che abbiamo.

Sì o no.

Uno, zero.

Cosa ci aspetta dopo aver detto sì?

Non lo sappiamo, per saperlo dobbiamo prima decidere di accettare il percorso che ci viene proposto.

Forse da questo nasce il detto: “La Via è l’Obiettivo”.

Cioè lo scopo della nostra vita è (sarebbe) quello di accettare il destino al quale siamo stati predestinati.

Possiamo continuare a pensare di aver fatto delle scelte in base alla nostra coscienza o in base alla nostra analisi della realtà. Ci resta da definire cosa sia la coscienza e cosa la realtà.

Per fare questo dovremmo conoscere chi è il soggetto che analizza la realtà e/o che fa riferimento a un’entità (coscienza) che si rivela sfuggente.

In conformità a quali informazioni si è costituita una “coscienza”?

A cosa vogliamo dare la definizione di “realtà” con la certezza di non dare spazio a interpretazioni soggettive di eventi esterni alla nostra mente?

Un labirinto senza uscita.

Un grande Maestro indiano disse “Don’t Look Before You Leap”.

Non guardare prima di saltare!

Questa è la libertà che abbiamo.

Dove ci porterà questa nostra scelta libera non lo sappiamo, fa parte del nostro destino che scopriremo a mano a mano che proseguiremo sulla nostra strada.

 

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