Wikileaks.com: tre ipotesi

Giornalismo investigativo, giornalismo affare, giornalismo servo

Informanti ci sono sempre stati, in ogni istanza della vita sociale. C’è la segretaria stanca delle angherie del capo che passa informazioni al direttore, il militare dissidente che passa informazioni al giornale d’opposizione, l’impiegato furbo che scopre una fonte alternativa di guadagno e passa informazioni alla concorrenza dietro compenso.

C’é chi dice che i migliori agenti segreti del mondo siano i giornalisti delle agenzie di stampa sempre presenti alla fonte di qualsiasi avvenimento, incontro, trattativa politica in ogni parte del mondo.

Difficile capire cosa si nasconda dietro wikileaks. Al di là delle dichiarazioni di Julian Assange di voler costruire un mondo più etico, la sua agenzia/fondazione non è molto diversa dai modelli ufficiali dei centri di raccolta d’informazioni che vengono poi rivendute ad agenzie, testate, media. Eppure lo scalpore è grande. Che cosa avrà mai di diverso wikileaks da Reuters, ANSA, Associated Press, DPA?

La prima differenza è che wikileaks pubblica per il grande pubblico gratuitamente una parte delle sue informazioni su Internet sotto forma di documenti originali non filtrati.

Attenzione: ho scritto una parte! A oggi, delle promesse 251.287 cartelle, sul sito di wikileaks se ne possono consultare poco meno di trecento e non credo si tratti di un motivo tecnico.

La tecnica del salame, una fetta alla volta, può anche essere un modo di tenere alto l’interesse dei media e del pubblico di wl, ma potrebbe esserci dell’altro.

Se avete consultato il sito, vi sarete resi conto che dell’ambasciata di Roma sono al momento reperibili due soli documenti, entrambi zeppi di notizie sulle consultazioni riguardanti l’Afganistan, l’Iran, la posizione dell’ENI e simili.

Tutti i giornali italiani ed esteri hanno però pubblicato notizie del gossip riguardanti l’assidua frequentazione del Presidente dei Ministri a festini notturni con giovani donne. Qui possiamo già fare due considerazioni:

1) È veramente un notizione che ci coglie di sorpresa?

2) Se nel sito di wl il file non è ancora stato pubblicato, dove l’hanno preso i giornali nazionali e internazionali?

Facciamo un piccolo calcolo mercantile. Supponiamo che io abbia veramente un certo numero di notizie segrete da vendere, come procederei per ottenere un prezzo soddisfacente? In primo luogo dovrò fornire le prove di essere veramente in possesso dei documenti in questione, ad esempio pubblicandone una parte sufficiente a convincere i miei potenziali clienti. In seguito comincerò a vendere a “fette” le notizie più interessanti agli acquirenti interessati dando loro la garanzia di un vantaggio temporale di un paio di giorni o settimane per assicurarne l’esclusiva per poi continuare a pubblicare le cartelle ormai note e vendere a prezzi sempre più alti quelle ancora da pubblicare. In questo caso saremmo di fronte ad un esempio di giornalismo-affare.

Qualcuno ha fatto notare che da tutta questa faccenda, gli Stati Uniti ne escono relativamente indenni e che invece a farne le spese sono di volta in volta Ministri, Presidenti, Governi alleati e no. Insomma, quasi una pistola puntata al petto del resto del mondo come un avvertimento mafioso: attenzione, potremmo pubblicare anche dell’altro! Tipico esempio di giornalismo servo o, come si dice oggi, embedded.

Potrebbe veramente trattarsi di giornalismo investigativo?

Mah! Le notizie fin qui pubblicate sono molto interessanti e in parte scottanti, ma nessuna è veramente nuova.

Gli Stati Arabi, famiglia Saud in testa, avrebbero fatto pressione sugli Stati Uniti perché bombardino le centrali nucleari persiane. È veramente una novità? Forse per Emilio Fede, i media indipendenti e i forum internazionali su internet ne discutono da mesi assieme alla notizia che i suddetti paesi arabi avrebbero già trattato con Israele la concessione dello spazio aereo per i cacciabombardieri da impiegare nell’azione.

Gli Stati Uniti sospettano un piano d’islamizzazione dietro la politica di Erdogan e portano come prove il tentativo di togliere il divieto alle studentesse turche di partecipare alle lezioni universitarie col velo e la presenza nel suo gabinetto ministeriale di elementi legati all’Islam. Sarebbe come accusare Berlusconi di essere la lunga mano del Vaticano per non aver abolito l’ora di religione nelle scuole e per avere fra i suoi ministri dei cattolici praticanti. Un po’ pochino come serietà dell’analisi e come notizia.

I rapporti occulti fra Stati del Golfo e Israele? È la storia dell’acqua calda.

Abbas avrebbe dato il suo assenso alla missione “Piombo fuso”? Mettiamola così, non avrebbe potuto in alcun modo opporsi e comunque la cartella sul sito ancora non si trova.

Ma forse wl è un miscuglio di tutte e tre le ipotesi:

1) Qualcuno passa notizie interessate ad Assange e Co.

2) Assange le vende alle maggiori agenzie e testate che così, in caso di guai possono fare riferimento al reperimento delle stesse in rete.

3) I media gonfiano artificialmente l’importanza delle notizie facendole passare per scoop.

4) Una serie di capi di Stato, Ministri, Istituzioni sono così messi sotto pressione e ammaestrati ai voleri di chi ha passato le informazioni.

Un ricatto politico su scala mondiale.

Fabrizio Corona, al confronto, è un dilettante di provincia.

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2 Risposte

  1. Si, alla fine sono arrivato anche io, alle stesse conclusioni. L’unica aggiunta è che per me c’è anche dietro un “mercato nero” tra le diverse intelligence, so che funziona cosi’ in altri settori, non lo escludo per l’istituzionale. In quel senso “wikileaks” è una vetrina.

  2. Si, d’accordo con voi, ma la mia impressione è che tutte le notizie che verranno fuori si sentono già da tempo in tutte le osterie di periferia di tutto il mondo…davanti ad un buon bicchiere di vino…discorsi da visionari…ora invece con l’ufficialità dei media diventano notizie…travolgenti!!!…mahh.

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