I soldi falsi della FED

Uscire dalla crisi é facile: stampa i tuoi soldi fai-da-te.

Lo ammetto, da bambino ho fatto

Totó falsario

anch’io le mie brave raccolte di figurine Panini. La prima che mi ricordi era intitolata “Storia d’Italia”. Le bustine costavano dieci lire e dentro c’erano figurine su carta patinata da incollare all’album con la colla nei barattolini di plastica che aveva l’odore (e il sapore) delle mandorle. Il maestro, a scuola, un po’ si arrabbiava se nell’intervallo facevamo lo scambio delle doppie, ma, alla fine dei conti, la raccolta con le sue figure di epiche battaglie fra romani e barbari, fungeva un po’ da sussidiario alle lezioni di storia. Poi vennero le raccolte dei cantanti e dei calciatori e lì il conflitto con l’autorità scolastica divenne scontro aperto.

 Ora, mi dicono, alcune di quelle raccolte sono vendute e comprate sui banchi dei collezionisti a prezzi esorbitanti. E questa è la seconda differenza con le banconote americane. La prima differenza fra banconote americane e le figurine Panini è che la differenza fra il prezzo di stampa e quello di mercato delle figurine è stabilito dal mercato, cioè dalla disponibilità finanziaria dei ragazzi per i quali il prodotto è stato pensato. Se stampare cinque figurine costa alla ditta Panini 30 centesimi di Euro e in edicola sono rivendute a 50 centesimi di euro, Panini ha guadagnato venti centesimi. Per le banconote, la differenza fra le spese di stampa e il loro valore nominale è virtuale e fantastica. La Banca Centrale (che non appartiene allo Stato, ma è di proprietà privata) spende pochi centesimi per la carta e per l’inchiostro e, una volta consegnate alle banche o allo Stato, le sue figurine valgono tanti miliardi quanti ne hanno scritti sulle figurine. Se per la figurina da dieci euro, la banca ha speso trenta centesimi, il guadagno è di 9,70 € e se la banconota è di 100 €, il guadagno è di 99,70 €.

È credenza comune che dietro ad ogni banconota in circolazione esista nel caveau di chissà quale banca, una corrispettiva quantità di oro. Anche questo è falso. La banca centrale di qualsiasi paese, è autorizzata dallo Stato a stampare quantità dieci volte superiori alle proprie riserve in oro, divise e valori finanziari. Ciò significa che nella regola, nei caveau delle banche centrali ci sono cumuli di cambiali firmate dagli Stati sovrani sotto forma di buoni del tesoro, una certa quantità di divise e qualche tonnellata di oro e che tutto questo messo assieme non coprirà mai MAI! la quantità di denaro in circolazione e, nella regola, nemmeno il dieci per cento dello stesso. Per dirne una, le riserve in oro della Banca d’Italia ammontano a 2.451,8 tonnellate, pari a 86.484.699,984 once (1 oncia = 28,3495231 g.) al prezzo di 1.400 $ l’oncia è uguale a 121.078.579.977,9468 $ (121, … miliardi $) pari a ca. 86.213.742.554,35006 € (86, … miliardi di €). Il debito pubblico dello Stato ammonta al 31/12/2009 a € 1.760,765 miliardi di €. Se domani i risparmiatori italiani andassero tutti a ritirare il controvalore dei loro B.O.T., B.T.P. e C.T.Z., alle 10 del mattino le riserve della Banca d’Italia sarebbero finite e ca. diciannove risparmiatori su venti resteranno a bocca asciutta.

Negli Stati Uniti, non da oggi, hanno fatto una scoperta geniale. Una grande parte del loro debito pubblico, cioè il corrispettivo dei nostri buoni del tesoro, è stato venduto all’estero, particolarmente in Cina (dai 750 ai 900 miliardi di dollari) ma anche in Germania.

Ora, trovandosi nella situazione di non poter più pagare i propri debiti, Ben Bernanke, attuale presidente dei governatori della FED (la banca centrale americana) ha deciso di stampare più soldi. Così, dal nulla, saranno creati 600 miliardi di dollari senza nessun controvalore. Totó non avrebbe saputo fare di meglio, con una piccola differenza: Totó sarebbe finito in galera, Ben Bernanke continuerà a essere Presidente dell’istituto finanziario più potente del mondo e questa è l’unica differenza fra Totó e Ben Bernanke. Va da sé che Cina e Germania are not amused. Immaginate di aver preso in pegno il Rolex del vostro vicino di casa a un prezzo di cento dollari e che durante la notte il dollaro abbia subito una svalutazione del 30% (600 miliardi di dollari equivalgono a circa un terzo dei dollari in circolazione, M1). Quando il giorno dopo dovete restituire il Rolex, i cento dollari che vi sono ridati valgono un terzo in meno del giorno prima. Un po’ vi sentirete presi per i fondelli.

Ecco che il termine “Stato Canaglia” acquista un significato del tutto nuovo.

Annunci

4 Risposte

  1. Scusa, ora sono un po’ ignorantello, ma vedi, un conto è fare il falsario, un conto è fare la Banca centrale, che ha il “diritto” di poter emettere moneta autorizzata dallo stato, non è una cosa nuova, lo faceva anche l’Italia per poter favorire le esportazioni, adesso l’Italia si trova nella merda anche perché non può più utilizzare questo giochettino, fra le altre cose ovviamente, quindi la svalutazione del dollaro non è di per se una cosa così brutta come la stai dipingendo, poi sempre a mio avviso, ma con l’esempio del Rolex hai detto una cavolata sesquipedale.
    Mi spiego meglio, il mio vicino di casa mi ha dato il suo Rolex che ha un valore intrinseco NON legato al dollaro, o comunque alla moneta di riferimento, se nottetempo il dollaro viene svalutato del 30%, non è un problema per il ROLEX perché il suo valore intrinseco rimane immutato, e quando il mio vicino di casa verrà a riscattarlo io non gli chiedero’ i cento dollari che gli avevo dato, gliene chiedero’ cento + il 30% di svalutazione del dollaro + una percentuale per il pegno, poi se comunque non lo faccio di mestiere, e non ci voglio guadagnare non gli chiedero’ nemmeno i soldi in più dovuti alla svalutazione, visto che si è trattato di un giorno solo…
    Il problema sta nell’informazione, bisogna tenersi informati sulle cose, perché quando non si è informati, si rimane come pesci lessi, e allora si ci sentiremo presi per i fondelli, ma la colpa poi sarà sempre e solo nostra…

  2. Il problema é che non un Rolex per una notte, ma ca. 730 miliardi di dollari americani in forma di buoni del tesoro sono depositati nelle banche cinesi. Riacquistati oggi, dopo la stampa di 600 miliardi di dollari SENZA OGGETTIVO CONTROVALORE (ecco perché la definizione di falsi) é una colossale truffa. Non é che i cinesi e i tedeschi sono arrabbiati a causa del cattivo tempo.

  3. Bhe… allora messo così il discorso mi torna di più…

    E’ il rolex che trovavo un po’ sballato come esempio, perché un oggetto ha un valore intrinseco indipendente dalla carta-moneta..

    Forse l’esempio piu’ calzante è che tu mi presti 100 euro ed io ti rendo il giorno dopo i soliti cento euro, ma in biglietti da cinque euro di cui 30 sono stampati da me nottetempo…

    Pero’ questa solita “truffa” la facevamo anche noi, e volenti o nolenti la nostra economia “girava” per quello.

    E’ chiaro allora che i cinesi e i tedeschi si siano arrabbiati…

    Ma pero’ a questo punto possiamo dire che la colpa e’ loro che non avevano investito quei soldi in rolex… 😛

  4. Nemmeno la Moratti lo ha fatto e ha riempito le casse del comune di Milano di Junk Bond made in usa 😦

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: