La Ferrari non vince piú. Colpa dell’immigrazione islamica.

Sartori, Rutelli e Panebianco santi subito.

Alle panzane di una signora Santanché,

King Kong

di un signor Borghezio, di un signor Cristiano Allam Magdi, alla fine ci si puó abituare e archiviare le loro uscite illuminate sull’Islam nella cartella delle imbecillità quotidiane diventa un gesto automatico. Per i predicatori dell’odio è peró pressante la necessitá di trovare personaggi di uguale valenza ma dal linguaggio raffinato che alla fine giustifichino con ragionamenti dall’apparenza intellettuale, una “naturale” (?) diffidenza nei confronti dell’Islam. “Non ho niente contro l’Islam, peró … “.

Ecco arrivare allora la panzana, vestita da femminismo illuminato, dell’inferiorità della donna sancita nel Corano. Ecco l’assurdità, anche per la legislazione italiana, della cosiddetta reciprocitá per poi finire con la panzana della non avvenuta secolarizzazione dell’Islam, incapace di distinguere fra politica e religione, chiudendo gli occhi sul fatto che, ad esempio, la Germania, locomotiva d’Europa, è retta da una signora Angela Merkel, presidente federale di un partito (CDU) che si chiama “Unione Democratica Cristiana” e il suo Ministro della Difesa, Karl-Theodor Maria Nikolaus Johann Jacob Philipp Franz Joseph Sylvester Freiherr von und zu Guttenberg (si chiama davvero cosí!) è membro della CSU, Unione Sociale Cristiana.  Quindi, se per i frequentatori del “bar lúmbard” sono sufficienti i ragionamenti dei Calderoli e dei Tosi, per gli alfabetizzati dell’area di Governo o aspiranti tali, vengono fatti scendere in campo gli alfabetizzati del panorama giornalistico intellettuale e politico capaci di pronunciare una frase intera senza intercalare con aggettivi da latrina.

È il caso, in questi giorni, dello scalpore suscitato dalle pagine del Corriere della Sera, dal Professor Giovanni Sartori.

La sua teoria è sorprendente e si riassume in due punti essenziali:

1) gli islamici sono storicamente (!) incapaci di integrarsi alla societá nella quale vengono a far parte;

2) guardiamoci bene dal dare loro la cittadinanza italiana perché quando sono in molti (lui la chiama “massa critica”, come nell’incidente nucleare di Tokaimura) creano e votano il loro partito islamico che rivendica diritti islamici se così istruito nelle moschee.

Sul primo punto hanno giá risposto personaggi autorevoli che hanno smentito Sartori accusandolo di motivare il suo ragionamento con banalità senza nessun riscontro storico. Sul secondo punto, il professor Sartori cerca da solo una via di uscita finendo il suo articolo cosí: “Non dico che avverrà; ma se il fondamentalismo si consolida, potrebbe avvenire”.

Caro professore, non sono un esperto di semantica e filologia, ma con una frase cosí posso scrivere qualsiasi cosa. Ad esempio che se continueremo ad escludere i ragazzi dalla scuola delle parrucchiere, creeremo le condizioni per una crisi economica piú grave dell’attuale … “Non dico che avverrà; ma se il fondamentalismo si consolida, potrebbe avvenire”. Oppure, che se verrá impedito a Topo Gigio di fare da testimonial al Ministero della Salute, Maroni sará costretto a sottoporsi ad un’operazione per cambiare il sesso in una clinica di Casablanca… “Non dico che avverrà; ma se il fondamentalismo si consolida, potrebbe avvenire”. Oppure che gli abitanti del pianeta Murdok, quelli che col raggio tachionico hanno dirottato i due aerei nel TWC, invaderanno il pianeta terra se non consegneremo loro Berlusconi e le gemelle Kessler … “Non dico che avverrà; ma se il fondamentalismo si consolida, potrebbe avvenire”.

Quindi, caro professore, dopo aver arricchito il vocabolario italiano con la voce “pensabenisti” che fa rima con la legaiola “buonisti”, la prego: la smetta di arrivare primo che i premi sono giá finiti da un pezzo!

Il secondo caso è quello di Francesco Rutelli, politico italiano giá guida del Comitato parlamentare sui servizi segreti, che dopo averci avvertito della minaccia jihadista e del disastro del multiculturalismo (Rutelli!!!), oltre a sposare le tesi di Sartori (“Non dico che avverrà; ma se il fondamentalismo si consolida, potrebbe avvenire”) si lancia nella difesa di una cittadinanza a punti. Come per la patente.

Allora, signor Rutelli, dal momento che la Costituzione, non ancora riadattata ad personam, prevede che la Legge debba essere uguale per tutti, anche la cittadinanza a punti deve valere per tutti, altrimenti saremmo di fronte al caso lampante di una legge razziale. E se la Legge deve essere uguale per tutti, allora dovremmo togliere punti alla cittadinanza di chi con la bandiera italiana vuole compiere azioni di igiene corporale o di chi è stato membro di organizzazioni massoniche con chiari intenti eversivi o di chi è stato definitivamente giudicato e condannato per reati gravi nell’Amministrazione della Cosa Pubblica. Allora, signor Rutelli, ci ripensi un attimo e chieda ai suoi capi cosa dovrá dire nella prossima intervista senza compromettere nessuno.

Dulcis in fundo, Angelo Panebianco ci dá sul Corriere la visione d’insieme.

Dopo aver confessato che nessuno sa cosa sia esattamente l’integrazione che pretendiamo dagli immigrati ed essersela presa con gli insegnanti che a Natale non fanno il presepe, Panebianco non manca di puntualizzare che uno dei grossi problemi è l’immigrazione islamica poiché, dice il nostro, i confini fra i tradizionalisti militanti (!) e jihadisti sono fluidi, incerti e probabilmente, attraversati spesso nei due sensi. Per primo c’è da notare questa nuova categoria che riguarda l’Islam: i tradizionalisti militanti che rivela come il nostro Panebianco non sappia nulla, ma proprio nulla, del mondo musulmano. Il secondo è un trucchetto che deve aver imparato da Sartori: probabilmente attraversati spesso nei due sensi. Anche qui, se scrivo probabilmente posso scrivere qualsiasi cosa. Probabilmente Fini è comunista ma non lo puó dire; probabilmente fu Marylin Monroe ad organizzare l’assassinio di JFK; probabilmente i russi arrivarono per primi sulla luna, ma per ragioni politiche tutto viene tenuto ancora oggi sotto segreto. E Panebianco è anche bravissimo a trovare i colpevoli di tutto questo marasma: “prelati e parroci …operatori istituzionali … un certo numero di Magistrati che ha dichiarato incostituzionale il reato di clandestinitá … politici superficiali … educatori scolastici … intellettuali liberal … preti troppo accoglienti … magistrati democratici (!!!) …intenti a fabbricare guai”.

Ecco, siete avvisati, se appartenete ad una di queste categorie cominciate a preparare le valigie e a trasferire tutti i vostri beni all’estero perché, quando i padroni di Sartori, di Rutelli e di Panebianco lo riterranno opportuno, il vostro nome sará in cima alla lista e nella notte in cui verranno bruciate le moschee e distrutte le vetrine dei negozi degli immigrati, qualcuno suonerà alla vostra porta.

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3 Risposte

  1. ci credo che Rutelli consideri il multiculturalismo un disastro, guarda che inglese perfetto…

    in un’Italia multiculturale, è straf****to

  2. Complimenti, un articolo perfetto. Che però aumenta a dismisura la depressione. AIUTOOOOOOOOO!!!!

  3. Ottimo articolo!

    ps. e complimenti per il blog!

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