Dio, Religione, guerra

Peggio dell’ignoranza sono le mezze verità.

naqshbandiya

naqshbandiya

C’era un tempo in cui se non eri di “Avanguardia Operaia” eri “fascista”. Non importa se a proposito o a sproposito, ma queste erano le uniche alternative. Lo stesso valeva per “Lotta Continua”, o eri di LC o eri fascista, o eri di Potere Operaio o eri fascista, e cosí via. Ognuno consapevole di essere padrone della Veritá Rivoluzionaria Cosmica. O eri cosí o eri perso nel baratro.

Poi, notoriamente, la rivoluzione non ci fu e ognuno tornó a casa e, col passare del tempo, cominció a guardare oltre lo steccato del proprio orticello per scoprire che esiste un mondo anche al di lá del fiume.

Tutti?

No.

Non tutti.

Alcuni sono approdati ad altre sponde ma non hanno abbandonato l’idea della Veritá unica, esclusiva, per pochi eletti, al di lá della quale sei fascista, venduto, servo della CIA, cialtrone.

È l’idea che mi sono fatto leggendo un articolo alquanto ameno su Eurasia dell’Autore Gilles Mounier.

Intanto Gilles comincia con un preambolo che è giá la sintesi della confusione e delle mezze verità di cui si nutre. Ad esempio col chiamare “confraternita sufi” un gruppo combattente all’interno del partito Baath clandestino e che si fregia del nome di “Jaysh Rajal al-Tariqa al-Naqshbandiyya” (JRTN), dal nome del suo comandante, Abdurahman Naqshbandi, già ufficiale dell’esercito iracheno e rampollo di una famiglia nota per il suo nazionalismo e per la sua partecipazione, nel 1958, alla deposizione cruenta della monarchia.

Affermare che una “confraternita sufi” combatte all’interno del partito Baath, erede dell’omicidio della famiglia reale irachena, dovrebbe giá accendere tutte le luci d’allarme di chi ha un minimo di conoscenza del contesto di cui si parla. Non parliamo a sproposito di turuq!  I turuq non sono uno strumento da inserire in contesti della politica piú corrotta con la speranza di poterli ridurre a complemento dei nostri sogni fantastici di rivoluzioni contro un mondo che stentiamo a comprendere.

“Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco.
Gesù allora disse a Pietro: “Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?”. (Gio. 18, 10-11)

Pietro era zelota, come Giuda.

“In Gerusalemme nacque una nuova forma di banditismo, quella dei così detti sicari (Ekariots), che commettevano assassini in pieno giorno nel mezzo della città. Era specialmente in occasione delle feste che essi si mescolavano alla folla, nascondevano sotto le vesti dei piccoli pugnali e con questo colpivano i loro avversari. Poi, quando questi cadevano, gli assassini si univano a coloro che esprimevano il loro orrore e recitavano così bene da essere creduti e quindi non riconoscibili “ (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica II- 12).

Gli zeloti combattevano per liberare la Palestina dall’occupazione romana e cercarono il consenso del Profeta Isa-Gesú (la pace sia con Lui), il quale, interrogato a proposito del tributo, rispose di rendere a Cesare ció che è di Cesare e a Dio ció che è di Dio.

Ecco, sarebbe bene, quando si parla di Profeti, di Religione di Turuq, non confondere le acque.

Dio, i Profeti, le Religioni, i Turuq, non sono lí per collimare con i nostri sogni fantastici di lotta all’imperialismo americano e di improbabili rivolte contro il mondo moderno. Di fronte a Dio, ai Profeti, ai Santi ci dobbiamo solo inchinare e ascoltare con umiltá i loro insegnamenti. Ogni Tariqa è depositaria di un segreto di cui, se non sappiamo nulla, faremmo bene a tacere. Ci sono dervisci che compiono riti durante i quali i murid vengono trafitti con spade e pugnali e ció ha un senso in un contesto preciso. Se non sappiamo nulla al proposito, faremmo bene a tacere. Ci sono dervisci chiusi in grotte nel deserto che recitano preghiere interrompendo il loro servizio solo per espletare i bisogni fisiologici elementari e ció ha un senso in un contesto preciso. Se non sappiamo nulla al proposito, faremmo bene a tacere. Ci sono Sheick che agiscono nel mondo visibile e siedono a tavola coi potenti della terra e ció ha un senso in un contesto preciso. Se non sappiamo nulla al proposito, faremmo bene a tacere.

Quanto alle fantasie di Gilles, Sheick Nazim al-Haqqani non è di origini libanesi e il suo Gran Sheick Abdullah era Daghestano. Sarebbe bastata un’occhiata su Wikipedia. Sheick Hisham al-Kabbani è islamista di fama mondiale, ovvio che partecipi a congressi, riunioni e incontri di livello internazionale ai quali partecipano personaggi come quelli citati nel testo. Il Dalai Lama è capo spirituale di milioni di buddhisti e ció che fa scandalo è che molti dei potenti della terra abbiano dei problemi a sedere al suo tavolo, quindi dove sta il problema? E che Sheick Hisham dica e dichiari ció che ha detto e dichiarato mi sembra ovvio. O non era forse Saddam Hussein un delinquente comune, corrotto e socialista? O non sono forse i Talebani dei barbari ottusi? E non sono forse esseri indegni coloro che allacciano cinture di tritolo alla vita dei propri figli per mandarli ad esplodere nei bus e nelle pizzerie? E non sono forse combattenti senza onore coloro che sparano razzi kassam al riparo di abitazioni civili per colpire a caso coloni e civili dall’altra parte?

Del resto, contrariamente alle speranze di chi vorrebbe un Islam tutto teso verso la jihad contro il mondo occidentale, nella migliore tradizione musulmana i Santi e i Sapienti della nostra epoca sono tutti concordi nello sforzo verso un mondo di pace di comprensione e di tolleranza ed è una somma fortuna in questo periodo buio, poter ascoltare voci illuminanti come quelle di Sheick Nazim al-Haqqani, Sheick Hisham al-Kabbani o del Gran Muftí di Damasco Ahmad Badr Al-Din Hassoun, degno discepolo di Achmad Kuftaro (discepolo di Sheik Abdullah Daghestani).

Quindi non mescoliamo Dio, i Profeti e i Santi ai desideri della “guerra santa”, perché: “Non ci sarà una guerra Santa, perché non ci sono guerre sante; è la pace a essere Santa”

(Parlamento Europeo, Seduta solenne – Allocuzione di Ahmad Badr El Din El Hassoun, Gran Muftì della Siria

15.1.2008)

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9 Risposte

  1. Sto proprio finendo di scrivere un racconto sulle note del naj e se c’è una cosa che mi fa arrabbiare è di parlare a sproposito del sufismo che considero la più alta scuola di sapienza in questo mondo così rattrappito da preconcetti e pregiudizi
    grazie di cuore per aver risposto così chiaramente

  2. Solo la pace è Santa. Sono d’accordo. E quindi non considero religioso o santo qualunque evento violento anche se magari rivolto a perseguire la pace. Rifiuto tutti i gesti violenti del passato di cui si è macchiata la mia religione cristiana. Ma come la mettiamo coi tagli delle gole che si ripetono ancora nel 2009? Io non conosco la vostra religione, è una domanda. Come la mettiamo con l’emulazione? I gesti violenti vanno visti nel loro contesto, ok, ma come si evita l’emulazione se non condannati sempre in qualsiasi contesto e epoca? Illuminaci Stefano.

  3. Sono un po titubante, ma non volevo essere polemico con il mio “illuminaci”. Era solo un modo per passarti “la palla”, con l’intento sincero di sentire sempre l’altra campana per provare a dissolvere le nebbie che avvolgono sempre l’incrocio tra due verità. Amo discutere con gli amici non per urlare la mia verità come è di moda in tv oggi per evitare che gli avversari possano esprimere magari un concetto vincente, ma pur partendo da una mia convinzione sono tutto orecchi e aperto a nuovi punti di vista purchè validi.

    PS: è osceno che esistano tecniche di convincimento verbali, tipo quelli usati dai venditori porta a porta come da certi politici, che anzicchè approcciarsi al dialogo per confrontare le idee e promuovee le migliori, puntano alla affermazione delle proprie senza un confronto reale ma solo con tecniche subdole tra cui l’arroganza verbale nelle fasi cruciali dei discorsi altrui.
    Convincere sarà pure lecito in certi casi, ma con l’sposizione di concetti validi e non con l’inganno e la sopraffazione pur se solo verbale.

  4. Caro Diego, scusa il ritardo. Devo nascondermi dietro agli impegni che al momento sono tanti.
    Non é difficile risponderti anche perché só che la tua non é sterile polemica. E non é difficile risponderti perché la risposta non é difficile.
    Il testo dell’articolo é stato scritto in maniera affrettata perché alcuni amici mi avevano chiesto di rispondere velocemente all’articolo di Gilles e, come sempre, la fretta non mi ha permesso di essere esaustivo.
    Quello di usare il paravento della Religione per giustificare azioni politiche o militari non é una novitá. Papa Giovanni Paolo secondo (la pace sia con Lui) chiese ufficialmente scusa per le guerre motivate dall’evangelizzazione. E qui sta giá la sostanza del discorso. La Religione é (dovrebbe essere) un cammino spirituale che ci porta prima alla conoscenza della nostra origine e poi ad operare possibilmente secondo le Leggi che governano l’universo. Ci é permesso difenderci quando il nostro Paese viene attaccato e la vita dei nostri cari é messa in pericolo e é nostro dovere intraprendere lo sforzo necessario la dove la professione della fede viene negata o dove l’ingiustizia e l’illegalitá corrompono il vivere sociale.
    Usare la violenza per raggiungere scopi politici é un abominio.
    Per questo esiste una differenza sostanziale fra la resistenza bosniaca contro l’agressione serba e l’abominio dei kamikaze suicidi del nostro tempo.
    I primi difesero con successo il proprio paese dalla pulizia etnica, i secondi sono marionette nelle mani dei manovratori della politica occulta. Ti invito a rileggere i miei articoli su Gaza ( https://ilderviscio.wordpress.com/2009/01/01/gaza-e-noi/ ) che avevi giá commentato. I Talebani, la cosidetta resistenza iraqena, Hamas, Hizbollah e tutti gli altri, non fanno altro che perseguire obiettivi politici usando mezzi illegittimi e causando grandi sofferenze al proprio popolo.
    Allora “gli sgozzamenti e l’emoluzione” che valore hanno?
    Nessuno!
    Non sono certo strumenti religiosi come non lo erano la Santa Inquisizione e le sue camere di tortura.
    Questa é la linea di demarcazione fra Religione e politica.
    Nella politica il fine giustifica ogni mezzo, anche i kamikaze o i campi di concentramento.
    Nella Religione la dignitá dell’uomo é il criterio fondamentale, poiché l’uomo, anche il nostro avversario politico, é creatura di Dio.

  5. Concordo.
    Ma mi faccio una domanda e mi do una rsposta alla marzullo.
    Due donne giovanni hanno dimostrato poca fede e sono state sgozzate dai propri genitori inquanto amassero due cristiani. La domanda è perchè entrambi hanno usato questo metodo crudele e odioso? La risposta è che hanno una visione distorta della propria religione o giu di li.

    Ti chiedo un commento al mio commento che segue:
    Qualcosa non torna ? L’amore e il perdono che per me sono l’unica forma di religione possibile, altrimenti non esiste la religione per me, non sembrano essere fondamento di questi due uomini, che tra l’altro sembrano piu fedeli e amorevoli di altri nonostante il gesto. Cioè sembra che uomini di poca fede avrebbero tralascito. Ecco dove è l’errore? negli insegnamenti errati degli imam o in un emulazione di errate convinzioni?
    Ciao e buon lavoro.

  6. “Imam: islam non c’entra. «L’Islam non c’entra, è una tragedia dettata dall’ignoranza»: lo ha affermato l’Imam di Pordenone, Mohamed Ovatiq. «Provo un dolore inimmaginabile per questa tragedia ma non si può colpevolizzare l’Islam. L’omicidio è ingiustificabile». L’Imam Ovatiq conosce il padre di Saana, «l’uomo ha problemi personali, difficoltà che non c’entrano con il credo religioso. Il padre di Saana è sempre vissuto isolato rispetto alla comunità; non pregava mai. L’islam non c’entra. È un dramma maturato nell’ignoranza, nella mancanza di educazione». Nel Pordenonese sono circa 7.500 i fedeli musulmani – ha riferito l’Imam Ovbatiq – e di questi circa 3.500 partecipano alle feste più importanti e frequentano il centro islamico cittadino.”
    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=73375&sez=HOME_INITALIA

  7. L’interpretazione è un fattore enorme che fa la differenza, l’interpretazione e la divulgazione.
    Non so come funziona nemmeno nella Bibbia.
    Ma nel Corano, esistono gesti violenti seppure isolati e distinti nel loro tempo, che poi vengono interpretati male?
    Spero non ve ne siano e che quello che si dice e scrive in giro siano bugie, ma se vi fossero, sono opportunamente condannati o se non è nemmeno così, a chi possiamo dare atto di una giusta interpretazione?

    Credo che Dio esista ma credo che la violenza in ogni forma e in ongi tempo non appartenga assolutamente mai a Dio. L’accostamento Dio e violenza sono frottole dette e scritte per plagiare le masse. Io non ho la verità, questa è solo la mia umile e povera convinzione.

  8. PS:
    Non so cosa predicano gli imam nelle moschee, che mi piacerebbe sentire solo in Italiano, ma comunque ne ho sentite tante di cavolate anche dal mio prete alle quali cavolate isolateovviamente non credo nemmeno per un secondo. Ed immagino che nessuno ne è immune nel dirle.

  9. È la differenza fondamentale fra avere un’opinione e conoscere la Veritá.

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