Tutte agli sportelli col velo

Venaria: impiegate allo sportello col velo

Venaria: impiegate allo sportello col velo

 

Solidarietá con la collega marocchina

Alla reggia di Venaria le impiegate alle biglietteria e le guide turistiche avevano tutte il velo. Un segno di solidarietà nei confronti di Amellal, una dipendente marocchina, finita nel mirino di un lettore de ‘La Stampa’ che in una lettera al giornale si era detto stupito di vedere alle casse della reggia due donne con il velo. “Non sarebbe più corretto impiegare queste due donne in un’attività di ufficio? O utilizzare persone vestite con abiti d’epoca?” aveva scritto. E subito si sono scatenate le polemiche sfociate nella civile protesta di stamani: “Siamo solidali con Amellal e per questo abbiamo deciso di indossare tutti il velo. Noi riteniamo la presenza della collega marocchina un bell’esempio di integrazione”, hanno spiegato le altre dipendenti.

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5 Risposte

  1. Apprezzo la solidarietà.
    Ma vorrei chiedere a queste colleghe, se non hanno mai avuto il dubbio che questa Marocchina non porti il velo per libera scelta, ma perché obbligata.
    In Francia, quando hanno proibito il velo, c’è stata una sola manifestazione di protesta, e ad essa hanno aderito in quattro. Segno evidente che le altre milioni di islamiche non amavano così visceralmente il velo.
    Stefano.

  2. Concordo con il sig. Cattaneo, penso che la grandissima maggioranza delle donne islamiche porti il velo perchè sono obbligate a portarlo; in tal senso è molto significativo quanto è successo in Francia, come è stato riportato dal sig, Cattaneo.

  3. “respingo l’opinione di chi in Occidente crede che se una donna sceglie di coprirsi la testa e i capelli è in qualche modo “meno uguale”.
    (Barak Obama all’universitá del Cairo)

  4. Per evitare che qualcuno concluda che penso in due modi, preciso che lo Stefano che ha citato Obama non sono io (quello del primo messaggio.)
    Riguardo ad Obama, ha anche detto che gli islamici hanno inventato la bussola.
    Quindi di scemate ne ha dette almeno due.
    Stefano. C.

  5. E’ un argomento difficile da affrontare con quattro righe, forse basterebbe dire , rispettiamo la religione degli altri, ma forse non basta.

    E se la fede di una donna venisse strumentalizzata da terzi per fini politici e di potere internazionale.
    Se fosse così, ne conosciamo tante di civiltà miste religiose in perenne guerra civile o quasi.

    Del resto chiedere di essere intimi e segreti nella propria fede senza simboli vistosi è difficile.
    Sarebbe come chiedere ad un popolo cattolico da millenni, di togliere il Crocifisso dalle aule, o permettere la processione di Sant’Ambrogio per le vie Bagdad.

    Anche la religione se mal posta riesce a creare odio anzicche amore. Ho scoperto l’acqua calda. Ma sappiamo tutti che si tratta di sfruttamento della bontà popolare per fini politici e di potere.

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