Crisi, speculanti, Hedge Funds

Mentre il mondo arranca, i responsabili della crisi moltiplicano a dismisura i propri beni.

Soldi

Il meccanismo non è ignoto. Sfruttando i vantaggi dell’economia libera, speculanti agguerriti e titolari di Hedge Funds affondano la finanza mondiale riempiendo le banche pubbliche di Junk Funds venduti a prezzi astronomici per poi sottoporre interi Stati al ricatto mafioso: dammi tutto ció che hai e puoi continuare a sopravvivere.

È il caso del noto speculante George Soros.

Le prove le aveva fatte negli anni novanta quando il suo “Quantum Fund” lanció un’orrenda speculazione contro la Lira italiana e la Lira Sterlina. Il “Quantum Fund”, registrato nelle Antille Olandesi, annovera i seguenti personaggi nel suo consiglio di amministrazione:
Alberto Foglia ( Banca del Ceresio di Lugano);

Isidoro Albertini (Albertini e co. SIM Agenti di Cambio, di Milano);

Richard Katz ( direttore della Rothschild Italia Spa);

L. Amedée de Moustier ( IFA Banque di Parigi);

Boat Notz di Ginevra;

Edgar de Picciotto (Union Bancaire Privée (UBP) di Ginevra);

Claudio Segré di Ginevra;

Nils O. Taube (socio d’affari di lord Rothschild nella finanziaria “St. James’s Place Capital plc”).

Secondo resoconti della stampa economica, George Soros avrebbe incassato in pochi giorni almeno 400 miliardi di lire (28 milioni di dollari) nella speculazione contro la lira e ben 1.200 miliardi di lire operando contro la lira sterlina. L’attacco speculativo contro la lira del settembre 1992 era stato preceduto e preparato da un incontro il 2 giugno 1992 sullo yacht “Britannia” della regina Elisabetta II d’Inghilterra, dove i massimi rappresentanti della finanza internazionale, soprattutto britannica, impegnati nella grande speculazione dei derivati, come la S.G. Warburg, la Barings e simili, si incontrarono con la controparte italiana guidata da Mario Draghi, direttore generale del ministero del Tesoro, e dal futuro ministro Beniamino Andreatta, per pianificare la privatizzazione dell’industria di stato italiana. A seguito dell’attacco speculativo contro la lira e della sua immediata svalutazione del 30%, codesta privatizzazione sarebbe stata fatta a prezzi stracciati, a beneficio della grande finanza internazionale e a discapito degli interessi dello stato italiano e dell’economia nazionale e dell’occupazione.

Ora, in piena crisi finanziaria, notoriamente effetto delle speculazioni sfrenate di Hedge Fund con derivati e crediti sub prime che hanno prosciugato le riserve liquide di banche di spicco di tutto il pianeta, gli speculanti, come da manuale, scambiano il contante cosí rapinato con beni reali. Come negli anni novanta in Europa, la crisi ha gettato sul lastrico l’economia reale, cioè l’economia che tratta beni e merci. Intere nazioni, come il Kazakihstan, Sudan, Uganda, Indonesia, Madagascar e persino l’affamata Etiopia versano in uno stato di bancarotta senza speranze e hanno disperatamente bisogno di denaro “fresco”. Quale occasione per George Soros e gli altri manager di Hedge Funds! Jim Rogers, uno dei co-fondatori di Quantum Fund, incoraggia gli investitori all’acquisto spregiudicato di terreni in tutto il mondo. George Soros, che è fra l’altro grande produttore di bio-diesel, è giá proprietario di vasti territori in Argentina (bio-diesel? Argentina? Non vi ricorda nulla?). Ma negli ultimi mesi si è scatenata una vera e propria corsa all’oro. La Deutsche Bank e Goldman Sachs hanno investito somme enormi in fattorie per l’allevamento in Cina. Morgan Stanley ha acquistato 40.000 ettari in Ucraina e la Renaissance Capital, un hedge fund russo, ne ha acquistati 300.000.

Il direttore della FAO, Jacques Diouf ha denunciato l’attuale “corsa alla terra agricola” chiamandola “neocolonialismo agrario”.

Alla fine di tutta la vicenda avremo governi destabilizzati e schiavi dei fabbricanti di soldi che varranno sempre meno, intere generazioni indebitate fino al collo senza aver ancora speso un soldo e un pugno di persone, per la maggior parte anonime, padrone del pianeta.

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