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	<title>Il Derviscio</title>
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	<description>Frammenti di una Veritá sconosciuta</description>
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		<title>Il Derviscio</title>
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		<title>Santa di Ché?</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 23:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le bugie di Daniela Santanché (ma c’era bisogno di dirlo?)
Daniela Garnero, separata grazie ad una sentenza della Sacra Rota
dal chirurgo estetico Paolo Santanché (ma allora perché continua a chiamarsi cosí?), ci riprova. Dopo le buffonate davanti al teatro Ciak di Milano a fine Ramadan, le bugie sulla fatwa nei suoi confronti, si ripresenta quale esperta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=557&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Le bugie di Daniela Santanché (ma c’era bisogno di dirlo?)</strong></p>
<p>Daniela Garnero, separata grazie ad una sentenza della Sacra Rota</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 185px"><img class=" " src="http://iltafano.typepad.com/il_tafano/images/2007/11/10/santanche_statista.jpg" alt="" width="175" height="306" /><p class="wp-caption-text">Daniela Santanché</p></div>
<p>dal chirurgo estetico Paolo Santanché (ma allora perché continua a chiamarsi cosí?), ci riprova. Dopo le buffonate davanti al teatro Ciak di Milano a fine Ramadan, le bugie sulla fatwa nei suoi confronti, si ripresenta quale esperta dell’Islam su canale cinque per insultare, esasperare e provocare la comunità islamica. Che questo squallido personaggio da fumetto venga continuamente riciclato quale “esperto” dell’Islam assieme all’altro pinocchietto Allam non fá nemmeno meraviglia. Non siamo forse nell’Italia del Ministro degli Interni xenofobo? Del Ministro della Difesa ex militante del Fronte della Gioventú e di Topo Gigio testimone del Ministero della Sanitá?<span id="more-557"></span></p>
<p>Un quadretto di famiglia perfetto.</p>
<p>Smontare di volta in volta il castello di bugie di questi moderni paladini difensori della civiltá occidentale diventa un esercizio noioso tanto banali sono i loro “argomenti”.</p>
<p>Dunque, vediamo cosa c’è nella “nuova” accusa della Garnero/Santanché.</p>
<p>1) Nella societá araba di millequattrocento anni fa, il conteggio degli anni era alquanto approssimativo, specialmente per quanto riguarda l’anagrafe. Gli anni venivano generalmente computati riferendosi ad avvenimenti importanti anziché al conteggio delle lune. Nella biografia del Profeta Mohammed (la pace sia su di Lui) sono ad esempio noti i fatti avvenuti nell’anno dell’elefante, nell’anno dell’Egira o quelli avvenuti nell’anno del lutto.</p>
<p>2) Il matrimonio precoce era alquanto diffuso e, se accettiamo le tradizioni secondo le quali Aisha (la pace sia con Lei) venne sposata all’etá di nove anni, le stesse tradizioni ci tramandano che il matrimonio venne consumato all’etá di quindici, secondo altre tradizioni diciannove, anni.</p>
<p>3) Contrariamente al pensiero moderno dettato da necessitá sociali rispettabilissime, quali la necessitá dell’istruzione, in natura è il mestruo a segnare il confine fra infanzia e maturitá. Vale a dire che in natura, come del resto ancora in molte culture, la ragazza mestruata è matura per il matrimonio.</p>
<p>4) Se ci scandalizziamo di fronte al matrimonio di una ragazza e di un uomo maturo avvenuto millequattrocento anni fa e poi ci schieriamo dalla parte dei protagonisti del gossip odierno al quale partecipa la signora Garnero/Santanché, comproprietaria con Flavio Briatore e Lele Mora del club Billionaire, siamo degli ipocriti.</p>
<p>5) La signora Garnero/Santanché, paladino della difesa dei valori occidentali, avrebbe dovuto, prima di dare fiato alle sue strampalate teorie, studiare non solo il Corano, l’esegesi coranica e la Sīrah Rasūl Allāh, la biografia del Messaggero di Dio, ma anche un po’ dei vangeli della tradizione cristiana. Quando Maria, madre di Gesú (la pace su entrambi) raggiunse l’etá di dodici anni, il sommo sacerdote cercò in un consesso di vedovi il suo futuro marito. La scelta cadde su Giuseppe il falegname che si schernì dicendo: &#8220;Ho già figli e sono vecchio, mentre essa è una fanciulla! Che io non abbia a diventare oggetto di scherno per i figli di Israele!&#8221; (<a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0446/_P8.HTM">Protovangelo di Giacomo, VIII e succ</a>.)</p>
<p>6) Fonti altrettanto importanti della tradizione islamica arrivano a conclusioni diverse da quelle autorevolissime di Buchari e Muslim:</p>
<p>a)         il matrimonio avvenne, secondo la tradizione, nel primo anno dell’Egira (ca. 622 d.C.).  Secondo la tradizione tramandata da Buchari e Muslim, ció avvenne quando Aisha (*) aveva nove anni. La catena di trasmissione (<em>silsila</em>) di questa tradizione peró viene fatta risalire a Hischam ibn Urwa, considerato dagli esegeti “fonte debole” (<em>da&#8217;if)</em>.</p>
<p>b)         Secondo la versione breve di Ibn Hisham della Sirah di Ibn Ishaq, Aisha (*) si convertì   all’Islam poco prima di Omar ibn al-Khattab(*). Questo significa che nel primo anno dell’Egira doveva avere almeno quattordici anni.</p>
<p>c)         Tabari riferisce che Abu Bakr al Siddiq (*) sul punto di emigrare per l’Abissinia, otto anni  prima dell’Egira, si recò da Mutam proponendogli il matrimonio fra Aisha (*) e suo figlio col quale era giá fidanzata. Mutam respinse l’offerta poiché Aisha era giá convertita all’Islam. Se il matrimonio col Profeta (*) fosse avvenuto all’etá di nove anni, al momento del fidanzamento col figlio di Mutam non sarebbe ancora nata.</p>
<p>d)         Tabari scrive anche che tutti e quattro i figli di Abu Bakr al Siddiq (*) nacquero prima dell’avvento dell’Islam, quindi nell’anno dell’Egira Aisha (*) non poteva essere piú giovane di quattordici anni.</p>
<p>e)         Secondo Ibn Hadschar, Fatima (*) era di cinque anni piú grande di Aisha (*). Fatima (*)  nacque quando il Profeta (*) aveva 35 anni. Nell’anno dell’Egira ne aveva 52, vale a dire  che al matrimonio Aisha (*) era quattordicenne.</p>
<p>f)         Secondo numerose fonti, fra le quali Ibn Kathir, Aisha (*) era dieci anni piú giovane della sua sorellastra Asma (*). Ibn Kahtir tramanda che Asma (*) dovette assistere alla morte del proprio figlio nel settantatreesimo anno dell’Egira e morì pochi giorni dopo all’etá di cento anni, per cui nell’anno del matrimonio di Aisha (*) doveva avere 27 o 28 anni e di conseguenza Aisha(*) 17 o 18. Quando andó ad abitare col Profetá (*) doveva quindi averne 19 o forse venti.</p>
<p>g)         Aisha (*) partecipò alla battaglia di Badr nel secondo anno dell’Egira, cioè un anno dopo il matrimonio, soccorrendo i feriti. Secondo Buchari, il Profeta (*) aveva proibito a tutti i minori di quindici anni di partecipare alle battaglie e non c’è motivo di credere che avesse  fatto un’eccezione per sua moglie.</p>
<p>h)         Secondo una testimonianza di Buchari, Aisha (*) avrebbe una volta detto: “Ero una  ragazza (<em>dscharia</em>) quando venne annunciata la sura della Luna”. Questa sura venne  annunciata otto anni prima dell’Egira. Se Aisha (*) fosse stata sposata all’etá di nove anni,  a quel punto avrebbe avuto un anno e avrebbe dovuto usare il termine <em>sabiyya.  </em>Il termine <em>dscharia</em> invece, è riservato alle ragazze fra i sei e i tredici anni. Al matrimonio avrebbe quindi avuto un’etá fra i quattordici e i ventuno anni.</p>
<p>i)          Non esiste nel Corano alcun verso che giustifica il matrimonio di ragazze non mestruate e  ragazzi non ancora sessualmente maturi.</p>
<p>Valeva la pena di raccontarlo?</p>
<p>Spero di sí.</p>
<p>Vogliamo aspettare insieme le teorie del prossimo “esperto” dell’Islam che ci racconterà che la carne di maiale fu vietata perché allora non c’erano i frigoriferi?</p>
<p>E allora aspettiamo, sono curioso di vedere chi arriverá primo al traguardo.</p>
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			<media:title type="html">Dervish</media:title>
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		<title>Banche e democrazia</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 21:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Derviscio, scrivo a te perché non so a chi rivolgermi.
Ho 85 anni e, per motivi famigliari, mi sono trasferito da quasi un anno all’estero.
In realtá tutto è andato bene: nel giro di due ore mio figlio con la mia carta di identitá ha ottenuto il documento di residenza del comune. Pensa, io non ho [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=554&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Caro Derviscio, scrivo a te perché non so a chi rivolgermi.</strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img src="http://fachwerkhaus.historisches-fachwerk.com/fachwerk/upload/image/I1064_200562312824.jpg" alt="" width="300" height="246" /><p class="wp-caption-text">Banchiere</p></div>
<p>Ho 85 anni e, per motivi famigliari, mi sono trasferito da quasi un anno all’estero.</p>
<p>In realtá tutto è andato bene: nel giro di due ore mio figlio con la mia carta di identitá ha ottenuto il documento di residenza del comune. Pensa, io non ho dovuto nemmeno presentarmi personalmente! In pochi minuti ho aperto un conto corrente senza dover depositare un solo centesimo. Nel giro di pochi giorni la mia mutua italiana è stata assorbita da una delle (circa) 150 mutue tedesche. Ho trovato un medico che parla italiano e tutte le (numerose) analisi alle quali mi devo sottoporre regolarmente vengono effettuate nell’ambulatorio medico senza appuntamento.<span id="more-554"></span></p>
<p>Qualche giorno fa ho festeggiato con i miei (nuovi) amici il mio ottantacinquesimo compleanno. Il parroco della chiesa cattolica del quartiere (che non conosco e che non ho mai incontrato) mi ha mandato una lettera di auguri. Alla porta ha suonato un’impiegata del comune che mi ha portato un mazzo di rose e gli auguri del sindaco con l’invito per un pomeriggio in comune dedicato ai pensionati con una tazza di caffè e una fetta di torta.</p>
<p>Sembra il paradiso.</p>
<p>Purtroppo a turbare questo idillio c’è un piccolo neo.</p>
<p>Continuo ad avere un conto corrente in Italia presso una banca della quale sono cliente e socio della prima ora, una banca “<em>di <strong>responsabilità sociale</strong>, (…) e, soprattutto, nel concetto di <strong>banca fatta di persone</strong>, <strong>per le persone</strong></em><strong>”</strong>. (Dal sito della banca in questione)</p>
<p>Ebbene, dopo aver fatto tre prelievi regolari col mio bancomat, questo mi è stato bloccato senza preavviso. Ho telefonato in banca dove sono cascati dalle nuvole. Dopo avermi passato tre diversi “responsabili”, il quarto mi ha suggerito di passare alla filiale per mettere le cose a posto. Gli ho fatto presente che dalla filiale mi separano circa millecento chilometri e che il motivo della mia telefonata era in realtá quello di continuare a poter prelevare il mio denaro all’estero. Dopo qualche tentennamento mi è stato suggerito di mandare un fax, cosa che ho fatto immediatamente, e la cosa si sarebbe risolta in pochi giorni.</p>
<p>Passate sei settimane senza nessun risultato ho ritelefonato. Mi hanno passato il vice direttore che mi ha suggerito di mandare in banca una persona con una delega, cosa alla quale ho provveduto immediatamente.</p>
<p>La persona da me incaricata ha chiesto un giorno di permesso al lavoro, si è recata alla banca con la delega per sentirsi dire che questa non è valida per la richiesta di un nuovo bancomat! La soluzione proposta allo sportello è stata quella di scrivere una lettera con la richiesta dell’invio mezzo posta di un nuovo bancomat a rischio mio. Ho scritto la lettera e dopo nemmeno sei settimane mi è arrivato il bancomat … all’indirizzo sbagliato.</p>
<p>Fortunatamente le poste tedesche hanno ricercato sui loro computer fra i nominativi comunali e il tutto mi è stato recapitato con la preghiera di comunicare il mio indirizzo esatto al mittente per facilitare il recapito di missive future.</p>
<p>Cosa che ho fatto, fino ad oggi, sei volte.</p>
<p>È come lanciare una bottiglia col messaggio nel mare!</p>
<p>Regolarmente la posta della “mia” banca mi arriva all’indirizzo sbagliato, senza C.A.P. e indirizzata nella “Repubblica Federale Tedesca”.</p>
<p>Non mi serve farlo presente a te che hai scritto qui un articolo sul muro di Berlino, ma la Repubblica Federale Tedesca non esiste piú da quando, in mondovisione, il tre ottobre 1990 a Berlino si è celebrata la riunione delle due Germanie che ora si chiamano semplicemente “Germania” (Deutschland).</p>
<p>Ho scritto anche direttamente al direttore della banca ma niente, persistono imperterriti con una pervicacia che ormai ha i contorni dell’incubo.</p>
<p>Cosa devo pensare degli impiegati e del direttore della mia “banca”, la banca tradizionale degli abitanti autoctoni di un opulento paese della zona est di Milano?</p>
<p>Che siano analfabeti? Non credo.</p>
<p>Ignoranti? Possibile.</p>
<p>Arroganti? Probabile.</p>
<p>Facce di palta? Ecco, non volevo scadere nella volgarità ma, onestamente, credo che ignoranti, arroganti, facce di palta sia alla fine diventato la normalitá in un paese dove la dignitá dell’uomo ha come riferimenti le bolge televisive delle urla e degli insulti impuniti di chi riveste un qualche ruolo pubblico appena al di sopra di quello dello stradino comunale.</p>
<p>Caro Derviscio, sono uno di quelli che la resistenza l’hanno fatta prima del venticinque aprile e che sono convinti che la democrazia non si esaurisca la sera delle elezioni, quando vengono chiusi i seggi.</p>
<p>La democrazia significa, in prima linea, rispetto della dignitá umana. Ti pare che impiegati, vice direttore e direttore di questa banca assolvano questo principio elementare e fondamentale della convivenza fra gli uomini?</p>
<p>Caro Derviscio, non scrivo il nome della banca di questo bel paese che si affaccia sulle sponde del Naviglio della Martesana, ma spero che qualcuno, leggendo questo mio sfogo, sia in grado di riconoscerla e che in qualche modo faccia arrivare questo messaggio alle persone coinvolte perché si vergognino almeno un po’ quando, alle ricorrenze paesane e alle riunioni con giacca e cravatta, qualcuno chiederá loro conto di quello che ho scritto qui.</p>
<p>Ti mando tutta la documentazione di quanto ho scritto perché ne faccia buon uso e a testimonianza della mia buona fede.</p>
<p>Grazie dello spazio</p>
<p>G.C.</p>
<p>(Nominativo noto alla Redazione)</p>
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		<title>Di tortura si muore, anche in Italia.</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 18:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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Un uomo discende lentamente lo scalone principale della questura di Milano. Giunto nell&#8217; atrio dell&#8217; ingresso principale di via Fatebenefratelli si ferma un momento, accende una sigaretta. E&#8217; indeciso se uscire, andarsene a casa, oppure rimenere ancora qualche minuto, fare un&#8217;attimo il giro negli uffici della squadra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=551&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>E&#8217; circa la mezzanotte di lunedi&#8217; 15 dicembre 1969.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><img class=" " src="http://static.open.salon.com/files/abu-ghraib-torture-7152441222188360.jpg" alt="" width="240" height="240" /><p class="wp-caption-text">Abu Ghraib</p></div>
<p>Un uomo discende lentamente lo scalone principale della questura di Milano. Giunto nell&#8217; atrio dell&#8217; ingresso principale di via Fatebenefratelli si ferma un momento, accende una sigaretta. E&#8217; indeciso se uscire, andarsene a casa, oppure rimenere ancora qualche minuto, fare un&#8217;attimo il giro negli uffici della squadra mobile che stanno li&#8217; di fronte a lui, dall&#8217;altra parte del cortile. Sono giornate faticose queste per i cronisti milanesi e lui in particolare si sente stanco, avvilito: si sa gia&#8217; che nella mattina e&#8217; stato arrestato un&#8217;anarchico di nome Valpreda; c&#8217;entrera&#8217; davvero con le bombe di Piazza Fontana? E poi nelle camere di sicurezza della questura, nelle stanze al quarto piano dell&#8217; ufficio politico ci sono ancora almeno un centinaio tra anarchici e giovani della sinistra extraparlamentare che da tre giorni, dal venerdi&#8217; delle bombe, sono sottoposti a continui interrogatori.<span id="more-551"></span></p>
<p>Al quarto piano, il dott. Antonino Allegra, responsabile dell&#8217;ufficio politico della questura, il commissario Luigi Calabresi, i brigadieri Panessa, Mucilli, Mainardi, il tenente dei carabinieri Sabino Lograno stanno interrogando <a href="http://www.uonna.it/caduta.htm">Giuseppe Pinelli, anarchico</a>.</p>
<p>L&#8217;uomo, Aldo Palumbo, cronista dell&#8217;Unita&#8217; di Milano, muove i primi passi per attraversare il cortile. E sente un tonfo, poi altri due, ed e&#8217; un corpo che cade dall&#8217;alto, che batte sul primo cornicione del muro, rimbalza su quello sottostante e infine si schianta al suolo, per meta&#8217; sul selciato del cortile, per meta&#8217; sulla terra soffice dell&#8217; aiuola. Palumbo rimane paralizzato per qualche secondo al centro del cortile, poi si avvicina al corpo, ne distingue i contorni del viso. E subito corre a dare l&#8217;allarme, agli agenti della squadra mobile, agli altri cronisti che sono rimasti in sala stampa quando lui e&#8217; uscito.</p>
<p><a href="http://www.reti-invisibili.net/giuseppepinelli/">Nel 1975 venne pronunnciata la sentenza</a> che chiuse l&#8217;istruttoria sulla morte del ferroviere Giuseppe Pinelli che entro&#8217; innocente in un ufficio della Questura di Milano e ne usci&#8217; dalla finestra il 15 dicembre 1969.</p>
<p>Il 27 ottobre 1975 D’Ambrosio chiude definitivamente la sua inchiesta: leggendo per esteso la sentenza si ha l’impressione che il giudice abbia trovato una matassa troppo intricata da dipanare. Le sue ricerche chiudono con poche certezze; esclude categoricamente che Pinelli si sia suicidato (e quindi conferma che tutti quelli che dichiararono il contrario mentirono, ma senza approfondire le motivazioni che stavano alla base di quelle menzogne); esclude l’omicidio non trovandone le prove (e lo esclude con un vero bizantinismo: &#8220;la mancanza assoluta di prove che un fatto è avvenuto equivale alla prova che un fatto non è avvenuto&#8221;). Scartata l’ipotesi del suicidio e pure quella dell’omicidio &#8220;volontario&#8221;D’Ambrosio definisce la morte di Pinelli come un &#8220;malore attivo&#8221; !!!</p>
<p><a href="http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o10283">Aldo Bianzino, un falegname che non fa politica, 44 anni</a>, viene trovato morto domenica 14 ottobre 2007, nella sua cella di isolamento all’interno del carcere di Capanne a Perugia;<br />
- Aldo viene arrestato venerdì 12 ottobre a Pietralunga, nella sua casa di campagna vicino Città di Castello, per coltivazione e detenzione di canapa indiana e trasferito nella stessa giornata al carcere di Capanne a Perugia, dove deve restare in isolamento almeno fino a lunedì 15 ottobre, quando incontrerà il giudice titolare dell’inchiesta;<br />
- sabato 13 ottobre alle ore 14 il legale d’ufficio incontra Aldo e riferisce alla moglie di averlo trovato in buona salute;<br />
- domenica 14 ottobre, al mattino, la famiglia viene informata che Aldo è morto;<br />
- subito viene diffusa la notizia (vi è un primo referto medico redatto dal personale del carcere?) che Aldo sarebbe morto per malattie cardiache e non presenterebbe segni esterni di violenza;<br />
- conoscendo Aldo come persona sana, la famiglia non ci crede e chiede l’autopsia;<br />
- l’autopsia viene affidata al dott. Lalli, un medico legale noto per essere eticamente irreprensibile e dal cui esame risulta che Aldo è morto per cause non accidentali e che il suo cadavere presenta chiari segni di lesioni traumatiche: 4 ematomi cerebrali, fegato e milza rotte, 2 costole fratturate.<br />
- il giudice Petrazzini (lo stesso che aveva condotto l’inchiesta sulla coltivazione e detenzione di canapa indiana) apre formalmente una indagine per omicidio volontario.</p>
<p> <a href="http://www.reti-invisibili.net/aldrovandi/">Federico Aldrovandi aveva 18 anni, li aveva compiuti il 17 luglio</a>. Viveva a Ferrara, periferia sud, zona di Via Bologna, avrebbe preso la patente la settimana successiva, studiava da perito elettrotecnico, suonava il clarinetto, faceva karate, era un mezzo campione vincitore di molte coppe, bravo in matematica e meno in inglese, impegnato in progetto con Asl e scuola per la prevenzione delle tossicodipendenze. Era un salutista, leggeva le etichette di quello che mangiava. E il sabato sera, con gli amici, andava spesso a Bologna: è lì che ci sono locali, concerti, centri sociali. Così era successo anche quella volta. Erano stati al Link, il concerto reggae era saltato ma la serata era filata via tranquilla. E&#8217; vero, Federico aveva preso qualcosa: uno &#8220;sniffo&#8221; di roba esilarante (una smart drug, naturale e non proibita) più un &#8220;francobollo&#8221; di Lsd. Nel suo sangue sono state trovate tracce di oppiacei e chetamina, poca roba, però. Nulla che giustificasse un&#8217;overdose o un comportamento aggressivo. E poi lui non era proprio un tipo aggressivo. La madre, gli amici, il parroco del quartiere, nessuno lo descrive come è stato descritto dalle veline di Via Ercole I D&#8217;Este, dove sta la polizia, e dalle dichiarazioni alla stampa. Erano appena passate le 5 quando il gruppo, tornato a Ferrara, si separa da Federico che decide di fare l&#8217;ultimo tratto a piedi, per rilassarsi, è ancora estate, si cammina volentieri. Andrea, Michi, &#8220;Burro&#8221; e gli altri non lo avrebbero rivisto più.<br />
A questo punto comincia la versione della polizia. Il &#8220;contatto&#8221; avviene alle 5.47. Una volante sarebbe stata avvertita da una donna abitante in Via Ippodromo, preoccupata dalla presenza di un ragazzo che, forse, camminava in modo strano, forse cantando. Magari farneticava pure, come diranno gli agenti che dicono di averlo fermato e qualche minuto dopo, alle 6.10, avrebbero chiamato il 118.<br />
Otto minuti dopo l&#8217;ambulanza lo trova già morto, a terra, con le manette ai polsi, a un passo dal cancello del galoppatoio. Non ci sono i margini per la rianimazione. Qualcosa o qualcuno ha causato l&#8217;arresto respiratorio che poi ha bloccato per sempre il cuore del ragazzo che camminava da solo, disarmato, che era incensurato, non stava compiendo alcun reato quella mattina e non aveva mai fatto male a nessuno</p>
<p> <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_14/bianconi-caso-cucchi-indagati-agenti-medici_f9fa99fa-d0ed-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">C’ è chi ha riferito che Stefano Cucchi gridava,</a> la mattina di venerdì 16 ottobre, nei sotterranei del palazzo di giustizia. Urlava, dava fastidio, si lamentava perché diceva di sentirsi male. Chissà se è vero. Stefano Cucchi è il geometra di 31 anni morto il 22 otto­bre scorso a Roma dopo l’arresto. Tutto sarebbe avvenuto nel sotterraneo della Città giudiziaria di Roma, in una delle celle di sicurezza. A questa con­clusione sono arrivati gli inquirenti che hanno emesso sei avvisi di ga­ranzia nei confronti di tre agenti di polizia peniten­ziaria con l’accusa di omi­cidio preterintenzionale e di tre medici per «omis­sione delle dovute cure». Per la Procura, Cucchi è stato «scaraventato a ter­ra e preso a calci».</p>
<p>Ma sarebbe stato questo il motivo dell’intervento degli agenti della poli­zia penitenziari che ora si ritrovano in­dagati per la sua morte. Loro negano di aver mosso un solo dito contro il ragaz­zo, ma c’è un testimone che ha raccon­tato di aver visto degli uomini con la divisa azzurra del Corpo colpirlo «con calci e pugni, dopo averlo fatto cadere a terra». È il detenuto africano che ora i pubblici ministeri titolari dell’indagine vogliono reinterrogare al più presto, davanti a un giudice, con gli avvocati difensori e di parte civile, perché quella prova ri­manga subito agli atti.</p>
<p>Ecco, nella nostra bella Italia si pratica pressoché impuniti la tortura e di tortura si muore.</p>
<p>Come ad Abu Graib.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ilderviscio.wordpress.com/2009/11/15/di-tortura-si-muore-anche-in-italia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/KfIvPYmf_SI/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ilderviscio.wordpress.com/2009/11/15/di-tortura-si-muore-anche-in-italia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/OBWKd-nuw80/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilderviscio.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilderviscio.wordpress.com/551/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilderviscio.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilderviscio.wordpress.com/551/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilderviscio.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilderviscio.wordpress.com/551/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilderviscio.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilderviscio.wordpress.com/551/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilderviscio.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilderviscio.wordpress.com/551/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=551&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Dervish</media:title>
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		<title>Il mio 9 novembre al muro di Berlino</title>
		<link>http://ilderviscio.wordpress.com/2009/11/10/il-mio-9-novembre-al-muro-di-berlino/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 21:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dunya]]></category>
		<category><![CDATA[muro di berlino]]></category>
		<category><![CDATA[notizie internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordi sparsi 
No, non il 9 novembre delle celebrazioni, ma proprio il nove novembre 1989, la notte in cui un paradigma della convivenza in Europa e nel mondo crollò come un castello di sabbia. La notte in cui gli armamenti piú terribili che il mondo abbia mai visto non servirono né a difendere né ad offendere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=544&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Ricordi sparsi</strong> <img class="alignright" src="http://www.typophile.com/files/SEKTOR_3567.jpg" alt="you are leaving the american sector" width="247" height="257" /></p>
<p>No, non il 9 novembre delle celebrazioni, ma proprio il nove novembre 1989, la notte in cui un paradigma della convivenza in Europa e nel mondo crollò come un castello di sabbia. La notte in cui gli armamenti piú terribili che il mondo abbia mai visto non servirono né a difendere né ad offendere e nel giro di poche ore l’assetto dell’intero pianeta cambiò.<span id="more-544"></span></p>
<p>Era giovedí, io ed Ellen eravamo riusciti ad avere lo stesso giorno libero per mettere mano alla nostra camera da letto che andava tappezzata e imbiancata di nuovo. La sera, stanchi ma senza aver finito il lavoro, decidiamo di andare a cenare dal cinese un paio di isolati piú in lá.</p>
<p>Sono le nove e mezza quando torniamo a casa percorrendo la Schloßstraße ormai deserta. I materassi sono stesi in sala e, mentre ci prepariamo per andare a dormire decido di accendere la TV per vedere le notizie della ZDF delle 21,45. Sono giorni intensi, Erich Honecker è stato destituito in seguito alle fughe di massa dei cittadini della DDR attraverso la Cecoslovacchia e l’Ungheria, il parlamento è in seduta permanente da giorni ed ogni sera Günther Shabowsky, presidente dell’assemblea risponde alle domande dei giornalisti.</p>
<p>Accendo e non capisco subito. Quello di cui stanno parlando non rientra nel quadro che rappresenta la realtá tedesca. I cittadini orientali hanno la possibilitá da subito di recarsi nella Germania occidentale. Devo aver capito male. Cambio canale: “Sender Freies Berlin”. La voce di Berlino libera. C’è una tavola rotonda col sindaco di Berlino ovest, Walter Momper, e una serie di altri politici e giornalisti. Da dietro le quinte un personaggio si avvicina al sindaco per sussurrargli qualcosa all’orecchio. Momper spalanca gli occhi come se avesse visto la strega. Si alza e, rivolto al moderatore dice qualcosa come: “Scusate, migliaia di cittadini di Berlino est stanno attraversando il muro, è necessaria la mia presenza”. Balzo in piedi e comincio a rivestirmi. Ellen si rigira e mi chiede cosa sto facendo. “Hanno aperto il muro! HANNO APERTO IL MURO!!!”</p>
<p>Venti minuti piú tardi sono al Checkpoint Charlie, il punto piú rappresentativo della guerra fredda a Berlino. Il 27 ottobre 1961 decine di carri armati russi e altrettanti carri armati americani erano rimasti qui ore ed ore a poche decine di metri gli uni dagli altri, i cannonieri col dito sul grilletto. Un gesto improvviso e una reazione affrettata avrebbero potuto scatenare la terza guerra mondiale.</p>
<p>Quando arrivo la polizia blocca giá l’incrocio Friederichstraße – Kochstraße al traffico automobilistico. Abbandono la macchina non so dove e faccio gli ultimi metri a piedi.</p>
<p>Oltrepasso la casamatta americana nel momento in cui una troupe televisiva militare al comando di una donna di colore in tuta mimetica stá piazzando la sua telecamera. La donna, col grado di sergente è alta almeno un metro e novanta e ha il fisico di un lottatore di wrestling. Mi vien da pensare che da sola sia in grado di stendere con un destro almeno dieci Vopos (gli agenti della famigerata Volkspolizei).</p>
<p>Passo oltre e calpesto la linea bianca sull’asfalto all’altezza del cartello “You are leaving the american sector”. Incredibile! Lo avessi fatto ieri i Vopos dalla torretta di osservazione avrebbero sparato! Invece niente. Ormai siamo un centinaio ad accalcarci direttamente a ridosso dell’ultima fila di blocchi di cemento del checkpoint dietro ai quali una decina di Vopos ci osservano perplessi e con l’aria della rassegnazione e dell’impotenza. Il checkpoint Charlie è riservato al passaggio dei possessori di passaporto diplomatico. Da questa parte, ad una decina di metri, la pizzeria “da Teresa”, noto covo di spie, contrabbandieri, traditori e farabutti della peggior risma. Dal checkpoint passano alla spicciolata personaggi dall’aspetto equivoco e schivo che evitano la folla che si è radunata e strisciano in fretta lungo il muro per sparire in fretta. Per un po’ non succede nulla. Cerco di guardare dall’altra parte, dietro le spalle dei Vopos, ma il checkpoint consiste in un lungo percorso a serpente fra blocchi di cemento e al momento è poco illuminato.</p>
<p>Poi all’improvviso succede qualcosa. Due, tre persone escono dal checkpoint agitando le braccia. È il segnale. Si alza un boato, la gente corre agitando bottiglie di spumante, ci si abbraccia, si urla, si ride e si piange. Adesso riesco anche a vedere la folla dall’altra parte dietro la sbarra bianca e rossa che aspetta impaziente di passare. Un ragazzo esce dal posto di controllo con due valigie in mano, le alza al cielo urlando <em>Scheeeeeiiiißeeee</em> e la folla gli risponde scandendo “<em>Die Mauer muß weg</em>” (il muro deve sparire). Lo stillicidio di persone che passano il posto di controllo diventa un flusso regolare e poi un fiume in piena. I Vopos vengo ritirati in sordina e al loro posto prendono posizione i militari in tuta mimetica. Qui non si fronteggiano due settori di una cittá divisa, questo è il punto di contatto piú sensibile di due imperi in guerra fra loro da trent’anni. Faccio qualche passo indietro per farmi un’idea panoramica di questo avvenimento ancora incredibile. Ai lati del piazzale ormai è presente una folla che, a differenza delle “prime file”, osserva ammutolita e incredula quello che sta succedendo. A convivere col muro ci si abitua, come ci si abitua all’idea di avere un cancro mortale. Poi, dopo trent’anni, all’improvviso ti dicono che Dio o uno dei suoi Santi ha avuto misericordia di te e il cancro è sparito. Ecco, questo è il clima qui, al checkpoint Charlie la notte fra il nove e il dieci novembre 1989…</p>
<p>Sono passati pochi mesi, ho cambiato lavoro e aspetto davanti a casa mia Giorgio che passa a prendermi in macchina. Giorgio si chiama in realtá Djordje ed è jugoslavo della Dalmazia. Sua nonna era italiana, ma è rimasta di lá dalla cortina dopo la fine della guerra. Per questo Giorgio parla ancora un po’ di italiano. Percorriamo poche centinaia di metri e ci fermiamo a raccogliere Ronnie, il nostro collega tedesco. Ronnie è un collega un po’ speciale. Di giorno viene a lavorare con noi e la sera rientra in carcere dove sta scontando una pena per reati come vandalismo, oltraggio, danni fisici. Ronnie ha una grossa croce uncinata tatuata sulla caviglia ed è quello che qui chiamano un “schwerer Jung” un giovane pesante, difficile, brutale. Un duro. E un nazista.  A vederlo non si direbbe. È giovane, il viso glabro, gli occhi azzurri e limpidissimi, i modi gentili, riservati, quasi timido.</p>
<p>Ieri il cancelliere Kohl ha presentato il suo piano per la riunione delle due Germanie in dieci punti. I francesi tacciono, gli inglesi sono apertamente contrari, Russia e America temporeggiano. La Polonia ha paura: un terzo del suo territorio attuale prima della guerra era tedesco… Discutiamo in macchina dei possibili scenari politici e territoriali. Ronnie è sprofondato nel sedile posteriore e sembra disinteressato, come sempre. Poi, all’improvviso, si sporge in avanti, fa capolino con la testa fra i due sedili e in tutta tranquillità, senza segni di emozioni particolari dice: “La caduta del muro non è un fatto eccezionale. Fra qualche mese (siamo giá nel 1990) scadono i termini del trattato di Potsdam e le quattro super potenze (usa, Russia, Francia, Gran Bretagna n.d.a.) avrebbero dovuto rinegoziare l&#8217;assetto dell&#8217;Europa. Se la Russia non avesse permesso un percorso di pacificazione sarebbe scoppiata la guerra con conseguenze inimmaginabili”.</p>
<p>Rabbrividisco. Guardo Ronnie senza riuscire a pronunciare una parola. “Rifletti” mi dice tranquillo.</p>
<p>Ci sto riflettendo da vent’anni.</p>
<p>Passa il tempo. In ditta vengono assunti i primi colleghi di Berlino est e della regione del Brandenburgo. Agli imprenditori conviene. Una legge federale ha stabilito tariffe piú basse per i residenti nell’ex DDR. Sui posti di lavoro la convivenza non è facile. Gli ex-orientali ci guardano come privilegiati arroganti che per lo stesso lavoro guadagnano fino al trenta per cento in piú e gli occidentali guardano agli orientali come concorrenti sleali che conquistano un posto di lavoro dopo l’altro grazie alle loro paghe a prezzi stracciati.</p>
<p>Uno dei miei nuovi colleghi orientali, Dieter, non si tira indietro di fronte a nessuna discussione e, dal suo modo di argomentare, mi è subito chiaro che è stato militante del partito.</p>
<p>Discutiamo spesso di politica, soprattutto della politica di riunificazione delle due Germanie.</p>
<p>Un giorno mi butto e lo metto a confronto con l’idea che se la Russia non avesse permesso un percorso di pacificazione, lo scadere dei trattati di Potsdam avrebbe aperto la strada alla guerra.</p>
<p>Mi guarda con diffidenza.</p>
<p>Poi a fatica e centellinando le parole comincia a parlare scoprendo a mano a mano le sue carte.</p>
<p>“Fino giú ai quadri intermedi, dice, sapevamo tutti che lo Stato era sull’orlo della bancarotta e a tutti era chiaro che erano necessari cambiamenti radicali. Gli unici ad opporsi erano le teste di cemento (betonköpfe) della vecchia guardia stalinista e dei loro tirapiedi. Quando è arrivato Gorbatchow con la sua Perestroika e Glasnost abbiamo sperato che l’ondata riformista raggiungesse anche Berlino (est). I gruppi di opposizione hanno continuato ad essere controllati ma la repressione si è allentata. Una parte notevole dell’apparato era per le riforme ma poi gli eventi sono precipitati. Le fughe di massa, le manifestazioni di Lipsia, Gorbatchow che avverte Honecker alle celebrazioni del quarantesimo anniversario della fondazione della repubblica democratica (“<em>chi arriva tardi viene punito dalla storia</em>” n.d.a.). Alla fine Honecker è stato costretto ad andarsene, ma era ormai troppo tardi. Ad un cambiamento eravamo pronti e pensavamo già ad uno Stato federale con la Germania dell’ovest, ma tutto sarebbe dovuto avvenire in tempi piú lunghi cosí da permettere una pari dignitá storica fra Germania est e ovest.</p>
<p>Poi, visto che ormai tutto era perduto, si è deciso in un pomeriggio di aprire il muro. È stata l’ultima vendetta del Politbüro nei confronti dell’occidente. Ecco, è stato il pensiero delle betonköpfe, allora gestitevi la patata bollente da soli”.</p>
<p>Sono passati vent’anni. Il proprietario della ditta dove lavoro adesso è berlinese da generazioni, sua moglie è greca, la direttrice è tedesca orientale ex membro del partito socialista di Honecker, lo chef del ristorante è rumeno, in altri reparti lavorano ragazzi e ragazze turche e polacche. A mezzogiorno alla mensa dei dipendenti c’è sempre un’alternativa halal per i colleghi di fede islamica. Ecco, nonostante la storia della “rivoluzione dal basso” che ha fatto crollare il muro di Berlino sia una bufala, il mondo va avanti. Muri e barriere crollano e termini di nazionalitá, culture o religioni diverse diventano una nota a piede di pagina del curriculum vitae di ognuno di noi.</p>
<p>Ovunque?</p>
<p>No, purtroppo non ovunque.</p>
<p>Guardo all’Italia dove i programmi televisivi sono una lunga serie di arene dentro le quali vomitare insulti contro tutti e contro tutto ció che non è uguale a noi. Dove la questione della razza e della religione si involvono in ragione di conflitto permanente. Un’Italia dove il cittadino che bussa allo sportello dell’ente pubblico è un soggetto fastidioso e importuno. L’Italia dove il malcostume politico, sociale e istituzionale sono norma di vita e il cuore mi si stringe pieno di amarezza.</p>
<p>Sará questa l’Italia che hanno sognato i nostri padri partigiani?</p>
<p>Sará questa l’Italia che hanno sognato gli studenti del 68’?</p>
<p>Sará questa l’Italia alla quale vogliamo venire associati individualmente quando viaggiamo in Europa e nel mondo?</p>
<p>In un’Europa e in un mondo che abbattono un muro dopo l’altro e un confine dopo l’altro, in Italia diamo spazio e visibilitá a chi promuove l’odio razziale e religioso, a chi santifica l’edonismo e il vizio e a chi fa della prostituzione fisica e intellettuale il motore della scalata sociale.</p>
<p>Che amarezza.</p>
<p>Mi risuonano nella mente le parole del Profeta:</p>
<p><em>“Molte nazioni passeranno presso questa città, e ognuno dirà all&#8217;altro: &#8220;Perché l&#8217;Eterno ha trattato così questa città?”</em></p>
<p>(Geremia, 22; 8 )</p>
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		<title>Pinocchio nel paese dei balocchi</title>
		<link>http://ilderviscio.wordpress.com/2009/11/07/pinocchio-nel-paese-dei-balocchi/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 14:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dunya]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
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		<category><![CDATA[magdi allam]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Se l’uomo sociale disponesse della memoria, i problemi della convivenza si ridurrebbero a meno del tre per cento.
Purtroppo non è cosí. Il concerto dei media, tutti, pubblici e privati, sono costantemente all’opera affinché per le frottole raccontate ieri non ci sia oggi spazio per una verifica critica. Negli ultimi anni abbiamo avuto al proposito piú [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=467&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Se l’uomo sociale disponesse della memoria, i problemi della convivenza si ridurrebbero a meno del tre per cento.<img class="alignright size-medium wp-image-466" title="allam magdi" src="http://ilderviscio.files.wordpress.com/2009/11/magdi.jpg?w=209&#038;h=300" alt="allam magdi" width="209" height="300" /></strong></p>
<p>Purtroppo non è cosí. Il concerto dei media, tutti, pubblici e privati, sono costantemente all’opera affinché per le frottole raccontate ieri non ci sia oggi spazio per una verifica critica. Negli ultimi anni abbiamo avuto al proposito piú di un esempio clamoroso di notizia sensazionale sulle prime pagine di tutti i quotidiani poi rivelatasi falsa o quantomeno ampiamente manipolata e mai rettificata con lo stesso clamore.<span id="more-467"></span></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2005/b/rubriche/glialtrinoi/kamel/kamel.html">La mattina del 23 febbraio del 2006 viene arrestato a Milano Kamel A.. </a>Il generale Pollari, quello del rapimento dell’imam Abu Omar, aveva fatto sapere che “uno straniero è coinvolto in un progetto terroristico da porre in essere nel territorio nazionale, in particolare nella città di Milano&#8221;. Quindi la dettagliata descrizione di un attentato che sarebbe stato compiuto a qualche settimana dalle elezioni politiche &#8220;in modo da condizionarne l&#8217;esito&#8221;. Qualcosa di terrificante, quanto e peggio le bombe nella stazione di Madrid. Due cariche esplosive programmate per esplodere a mezzora l&#8217;una dall&#8217;altra, &#8220;in modo da causare il maggior numero di vittime&#8221;. La notizia è in tutte le aperture di giornale su tutte le reti televisive, ma non è vero niente. Kamel A. viene immediatamente espulso e poi riconosciuto assolutamente innocente dal tribunale che lo ha giudicato. Le accuse si basavano sulle confidenze di un cittadino libanese squattrinato il quale si era fatto venire l&#8217;idea di conquistare delle benemerenze trasformandosi in informatore dei servizi segreti. E aveva deciso così di accusare di terrorismo il suo coinquilino Kamel A., un siriano. Questi era stato subito sottoposto a pedinamenti e intercettazioni, tutte le sue amicizie e frequentazioni erano state passate al setaccio. Ma alla fine sia la Digos di Milano, sia il sostituto procuratore incaricato dell&#8217;indagine, Maurizio Romanelli, erano arrivati alla conclusione che il libanese si era inventato tutto. E, infatti, nei suoi confronti, era stato anche aperto un procedimento penale per calunnia.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/allarme-italia/perugia-terrorismo/perugia-terrorismo.html">Nel luglio 2007 viene perquisita la moschea di Ponte Felcino.</a> Il caso è clamoroso. Repubblica scrive: “All’interno del luogo di culto, fuori dall’orario delle cerimonie, si svolgeva un’opera di istruzione e addestramento all’uso delle armi e alle tecniche di combattimento proprie delle azioni terroristiche, oltre a lezioni di lotta corpo a corpo. Il tutto corredato dalla visione di proclami, filmati e documenti scaricati da siti internet “protetti”, mostrati tra anche ad alcuni bambini frequentatori della moschea. Nei video, anche indicazioni per la preparazione e l’uso di sostanze velenose o esplosive, le istruzioni per raggiungere le zone di conflitto in modo sicuro, inviare messaggi criptati in rete e perfino guidare un Boeing 747”. (!!!) GUIDARE UN BOEING 747 !!! GRAZIE AD UN VIDEO !</p>
<p><a href="http://www.umbrialeft.it/node/25011">L’imam è stato condannato a sei anni. </a>Nei due anni di indagine, culminati con gli arresti del luglio 2007, la Digos perugina ha raccolto materiale scaricato da siti internet riferibili all&#8217;estremismo islamico, ma anche bottigliette di sostanze sequestrate a Korchi, come il potassio nitrato e l&#8217;ammonio nitrato. Praticamente nulla. Il termine “referibili all’estremismo islamico” puó voler dire tutto e niente e, se avete un vaso di fiori sul balcone, probabilmente avete in casa bottigliette col potassio nitrato e l’ammonio nitrato che sono concimi liberamente in vendita in qualsiasi negozio. Quanto al potassio nitrato (nitro) ne avete sicuramente un barattolo in cantina se ultimamente avete ridipinto le inferriate di casa vostra.</p>
<p><a href="http://www.effedieffe.com/rx.php?id=1379%20&amp;chiave=La">Vi ricordate gli attentati del 10 agosto 2003 a Londra?</a> Quelli sventati all’ultimo momento dalla polizia che arrestó 24 terroristi pronti a salire su 10 aerei con le famose lattine di Gatorade con sostanze chimiche da mescolare fra di loro per costruire l’esplosivo in grado di far saltare gli aerei? Una bufala. Questo esplosivo liquido, triacetonetriperossido, «<em>è facile a fabbricare partendo da acetone per unghie ed altri prodotti in vendita in qualunque drogheria</em>».<br />
Ma gli esperti, sempre più scettici: «<em>il TATP richiede molto tempo per la fabbricazione; la polvere esplosiva si deposita sul fondo della provetta solo dopo molte ore</em>».<br />
Ore chiusi nel WC dell’aereo a mescolare i componenti?<br />
Sembra improbabile.<br />
E poi quale aereo?<br />
Nessuno degli incriminati ha comprato né prenotato un biglietto aereo.<br />
Molti di loro non hanno nemmeno il passaporto.</p>
<p>E allora, per la precisione, quali sono gli indizi che schiacciano i 24 terroristi?<br />
Risposta: «<em>Telefonate ed e-mail</em>».<br />
Ah, finalmente qualcosa di solido.<br />
I sospetti, dice la polizia, «<em>utilizzavano nomi in codice che non lasciavano nessun dubbio sulle loro intenzioni; nonché delle espressioni fantasiose come, per esempio ‘UVA PASSA’, termine che è spesso usato in arabo per designare degli esplosivi</em>».<br />
Ecco vedete, qui entrate con noi nei segreti più intimi del terrorismo islamista, nel codice occulto con cui comunica Al Qaeda.<br />
Nomi in codice che «<em>non lasciano dubbi sulle intenzioni</em>».<br />
Proviamo a fare un esempio: «<em>Ciao, qui è Jack lo Squartatore. Parlo con Rambo?</em>».<br />
Oppure: «<em>Buonasera, qui è Hakim il Velato; mi passa il Vecchio della Montagna?</em>».</p>
<p>Ventuno &#8220;terroristi&#8221; sono stati rilasciati, tre condannati con accuse generiche e uno, il presunto capo, é completamente sparito. Le famose lattine e/o bottigliette non sono mai state presentate.</p>
<p><a href="http://www.inerba.org/Guerra/Londra.-In-simultanea-veri-attentati-ed-esercitazione-antiterrorismo.html">Anche gli attentati a Londra del 7 luglio 2005 alla metropolitana</a> in cui morirono 52 persone hanno portato alla luce una serie di “coincidenze” strane. Come il fatto che il treno che secondo la versione ufficiale ha portato gli attentatori dal loro quartiere periferico al centro di Londra non è mai partito. Come il fatto che la foto pubblicata dai giornali di tutto il mondo che riprende i quattro terroristi con lo zaino è un montaggio. Come il fatto straordinario che la BBC il 16 maggio 2004 (oltre un anno prima degli attentati) trasmise un talk show dove esperti dell’”anti-terrorismo” discutevano sulle misure da intraprendere nel caso di un ipotizzato attacco terroristico in <strong>tre stazioni metropolitane e ad un bus di superficie!!!</strong></p>
<p>Cosa che nemmeno Jukas Casella e il mago Zurlí…</p>
<p> <span style='text-align:center;display:block;'><object width='400' height='330' type='application/x-shockwave-flash' data='http://video.google.com/googleplayer.swf?docId=-9205025220202531236'><param name='allowScriptAccess' value='never' /><param name='movie' value='http://video.google.com/googleplayer.swf?docId=-9205025220202531236'/><param name='quality' value='best'/><param name='bgcolor' value='#ffffff' /><param name='scale' value='noScale' /><param name='wmode' value='window'/></object></span></p>
<p>Ebbene, nonostante queste (ma potrei continuare quasi all’infinito) evidenti fandonie, l’equivalenza Islam = terrorismo è dura a morire.</p>
<p>Perché?</p>
<p>Perché oltre a chi tira le fila dietro le quinte di queste azioni clamorose, il nostro mondo si è riempito di pinocchietti che a vario titolo battono anche gli ultimi angoli di periferia a divulgare l’immagine di un Islam brutto e cattivo, nemico dell’occidente e della civiltá.</p>
<p>È il caso del pinocchietto Allam Magdi Cristiano che, grazie ai numerosi amici di fede fallaciana che lo sostengono, riesce a vendere un’immagine di sé che va da quella di esperto dell’Islam a quella dall’eroe combattente e sprezzante del pericolo per la causa della Veritá.</p>
<p>Il signor Allam è stato poi premiato dall’altro pinocchietto di Regensburg che lo ha battezzato in mondovisione.</p>
<p>C’è da chiedersi quale sia lo schema che sta dietro a tutta la strategia e cosa spinge i pinocchietti in questione a calcare il palcoscenico della provocazione e dell’odio.</p>
<p>Lo schema è in realtá semplice.</p>
<p>Se vuoi fare il pieno di voti battendo il tamburo fra gli strati sociali con le caratteristiche di limitate capacitá intellettuali, devi farlo con argomenti elementari come allo stadio o nell’arena. Il paradigma è ridotto ai minimi termini perché anche l’ultimo della classe lo capisca: noibuoni-lorocattivi, milan-inter, cowboy-indiani, bianco-nero.</p>
<p>Ecco, adesso è facile. Si puó alzare il sipario: entra Allam Magdi Cristiano, al quale mi permetto di ricordare che:</p>
<p>“Ha scavato una fossa e l&#8217;ha resa profonda, ma è caduto nella fossa che ha fatta.</p>
<p>La sua malizia gli ritornerà sul capo, e la sua violenza gli scenderà sulla testa”.</p>
<p>(Salmi, 7; 15-16)</p>
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			<media:title type="html">Dervish</media:title>
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			<media:title type="html">allam magdi</media:title>
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		<title>La carovana dell&#8217;amore</title>
		<link>http://ilderviscio.wordpress.com/2009/10/18/la-carovana-dellamore/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 17:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spirit]]></category>
		<category><![CDATA[sufi]]></category>

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		<description><![CDATA[La Saggezza dei Sufi

I Sufi sono i mistici dell’Islam.
I loro cuori vengono sottoposti per anni, spesso per decenni, ad un intenso allenamento. La purezza di spirito per loro è tutto.
La musica Sufi trova origine nel cuore del Maestro per giungere a toccare le corde dei cuori delle persone e per risvegliare in loro un ardente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=459&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>La Saggezza dei Sufi<br />
</strong></p>
<p>I Sufi sono i mistici dell’Islam.</p>
<div id="attachment_460" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-460 " title="hassan dyck" src="http://ilderviscio.files.wordpress.com/2009/10/hassan-dyck.jpg?w=225&#038;h=300" alt="Hassan Dyck" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Hassan Dyck</p></div>
<p>I loro cuori vengono sottoposti per anni, spesso per decenni, ad un intenso allenamento. La purezza di spirito per loro è tutto.</p>
<p>La musica Sufi trova origine nel cuore del Maestro per giungere a toccare le corde dei cuori delle persone e per risvegliare in loro un ardente desiderio dell’amore divino.<span id="more-459"></span></p>
<p>I Maestri Sufi si avvicinano &#8220;all’immaturità&#8221; dei loro ascoltatori con profonda sensibilità verso il loro grado spirituale e utilizzando una buona dose di umorismo. L’uso di storie è parte di questo processo, trattando sapientemente con gli aspetti individuali, sociali e culturali.</p>
<p>La musica Sufi e le storie dei Sufi sono artisticamente e psicologicamente multidimensionali: agiscono su molti livelli ed hanno potente effetto sull’anima andando a raggiungere lati nascosti della psiche dell’ascoltatore, penetrano nei suoi blocchi personali e lo invitano a un più elevato livello di consapevolezza e sviluppo delle sue forze creative.</p>
<p>Peter Hassan Dyck è un musicista, uno gnostico, un autentico esempio vivente del misticismo del Sufismo e della sua tradizione. Alla fine dei suoi studi musicali percorse in lunghi viaggi il mondo arabo e lì visse per diversi anni.</p>
<p>Peter Hassan Dyck è anche un eccellente &#8220;canta-storie&#8221; che invita l&#8217;ascoltatore ad un viaggio nel mondo magico delle storie e racconti del misticismo sufi. Il suo stile virtuoso in vari strumenti musicali ci presenta la bellezza e la magia dell’Oriente.</p>
<p>Dal <strong>13 al 15 Novembre a Cattolica (Rn)</strong> a Dio piacendo si terrà un incontro di due giorni con <strong><a title="blocked::http://www.sufi.it/sufismo/appuntam.htm http://www.sufi.it/sufismo/appuntam.htm" href="http://www.sufi.it/sufismo/appuntam.htm">Shaikh Hassan</a></strong>.</p>
<p>Sarà, con il permesso e le benedizioni di Dio, un&#8217;occasione per avvicinarsi alla via Naqshbandi,</p>
<p>per indicare il cammino a cuori stanchi di troppa mondanità</p>
<p>e anche per ricordare, a chi un pezzo di strada lo ha già percorso, il valore dello stare insieme.</p>
<p><em>Tariqatuna Sohbet wa Khayru fi&#8217;l Jamiya.</em></p>
<p>Lasciamo noi stessi, lasciamo le nostre storie e i nostri problemi, con la chiara intenzione di abbandonare il nostro ego</p>
<p>e fare un piccolo passo verso la Presenza Divina, soluzione di tutti i problemi e origine di tutte le cause!</p>
<p>InshAllah sarà un incontro bellissimo per trascorrere insieme un momento importante per il nostro spirito</p>
<p>e ritrovare pace serenità con musica sufi, zikr e meditazione!</p>
<p>Non mancate! L&#8217;albergo sarà praticamente tutto per noi. Vista mare, bagno turco, gym.</p>
<p>L&#8217;incontro è gratuito, l&#8217;unico costo è la pensione completa (€ 47,50 a notte) a persona bevande incluse.</p>
<p>Supplemento singola € 14,00.</p>
<p>L&#8217;incontro inizia con la cena del venerdi per concludersi dopo il pranzo di domenica.</p>
<p>Vi chiederemo come sempre un contributo libero per le spese sostenute.</p>
<p><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;time=&amp;date=&amp;ttype=&amp;q=hotel+waldorf,+Via+Gran+Bretagna,+47841+Cattolica+Rimini,+Emilia+Romagna,+Italia&amp;sll=43.970442,12.724571&amp;sspn=0.006471,0.012746&amp;ie=UTF8&amp;latlng=43969031,12724561,6893194628787173047&amp;ei=EC-dR-X_L4uC3AKR-IG5Dg&amp;cd=1">Come arrivarci</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><strong><span style="font-family:Verdana;color:#2b3920;font-size:xx-small;"><span style="line-height:180%;font-family:Verdana;font-size:7.5pt;"><a title="blocked::www.nonnihotels.com/waldorf/photogallery.asp?tLeng=1" href="http://www.nonnihotels.com/waldorf/" target="_blank">Hotel Waldorf</a></span></span></strong></strong><br />
Via Gran Bretagna, 10<br />
47841 Cattolica (RN)<br />
Tel. 0541/951210<br />
Fax. 0541/950628<br />
<a title="blocked::mailto:waldorf@nonnihotels.com" href="mailto:waldorf@nonnihotels.com">waldorf@nonnihotels.com</a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilderviscio.wordpress.com/459/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilderviscio.wordpress.com/459/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilderviscio.wordpress.com/459/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilderviscio.wordpress.com/459/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilderviscio.wordpress.com/459/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilderviscio.wordpress.com/459/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilderviscio.wordpress.com/459/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilderviscio.wordpress.com/459/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilderviscio.wordpress.com/459/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilderviscio.wordpress.com/459/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=459&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">hassan dyck</media:title>
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		<title>Dio, Religione, guerra</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 19:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spirit]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[sufi]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Peggio dell’ignoranza sono le mezze verità.
C’era un tempo in cui se non eri di “Avanguardia Operaia” eri “fascista”. Non importa se a proposito o a sproposito, ma queste erano le uniche alternative. Lo stesso valeva per “Lotta Continua”, o eri di LC o eri fascista, o eri di Potere Operaio o eri fascista, e cosí [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=456&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Peggio dell’ignoranza sono le mezze verità.</strong></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img src="http://hamzajennings.com/wp-content/uploads/2008/07/tasawwuf.jpg" alt="naqshbandiya" width="300" height="293" /><p class="wp-caption-text">naqshbandiya</p></div>
<p>C’era un tempo in cui se non eri di “Avanguardia Operaia” eri “fascista”. Non importa se a proposito o a sproposito, ma queste erano le uniche alternative. Lo stesso valeva per “Lotta Continua”, o eri di LC o eri fascista, o eri di Potere Operaio o eri fascista, e cosí via. Ognuno consapevole di essere padrone della Veritá Rivoluzionaria Cosmica. O eri cosí o eri perso nel baratro.</p>
<p>Poi, notoriamente, la rivoluzione non ci fu e ognuno tornó a casa e, col passare del tempo, cominció a guardare oltre lo steccato del proprio orticello per scoprire che esiste un mondo anche al di lá del fiume.<span id="more-456"></span></p>
<p>Tutti?</p>
<p>No.</p>
<p>Non tutti.</p>
<p>Alcuni sono approdati ad altre sponde ma non hanno abbandonato l’idea della Veritá unica, esclusiva, per pochi eletti, al di lá della quale sei fascista, venduto, servo della CIA, cialtrone.</p>
<p>È l’idea che mi sono fatto leggendo un<a href="http://www.eurasia-rivista.org//1636/iraq-la-resistenza-naqshband"> articolo alquanto ameno su Eurasia dell’Autore Gilles Mounier.</a></p>
<p>Intanto Gilles comincia con un preambolo che è giá la sintesi della confusione e delle mezze verità di cui si nutre. Ad esempio col chiamare “confraternita sufi” un gruppo combattente all’interno del partito Baath clandestino e che si fregia del nome di “Jaysh Rajal al-Tariqa al-Naqshbandiyya” (JRTN), dal nome del suo comandante, Abdurahman Naqshbandi, già ufficiale dell’esercito iracheno e rampollo di una famiglia nota per il suo nazionalismo e per la sua partecipazione, nel 1958, alla deposizione cruenta della monarchia.</p>
<p>Affermare che una “confraternita sufi” combatte all’interno del partito Baath, erede dell’omicidio della famiglia reale irachena, dovrebbe giá accendere tutte le luci d’allarme di chi ha un minimo di conoscenza del contesto di cui si parla. Non parliamo a sproposito di turuq!  I turuq non sono uno strumento da inserire in contesti della politica piú corrotta con la speranza di poterli ridurre a complemento dei nostri sogni fantastici di rivoluzioni contro un mondo che stentiamo a comprendere.</p>
<p>“Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l&#8217;orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco.<br />
Gesù allora disse a Pietro: &#8220;Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?&#8221;. (Gio. 18, 10-11)</p>
<p>Pietro era zelota, come Giuda.</p>
<p>“In Gerusalemme nacque una nuova forma di banditismo, quella dei così detti sicari (Ekariots), che commettevano assassini in pieno giorno nel mezzo della città. Era specialmente in occasione delle feste che essi si mescolavano alla folla, nascondevano sotto le vesti dei piccoli pugnali e con questo colpivano i loro avversari. Poi, quando questi cadevano, gli assassini si univano a coloro che esprimevano il loro orrore e recitavano così bene da essere creduti e quindi non riconoscibili “ (Giuseppe Flavio, <em>Guerra Giudaica</em> II- 12).</p>
<p>Gli zeloti combattevano per liberare la Palestina dall’occupazione romana e cercarono il consenso del Profeta Isa-Gesú (la pace sia con Lui), il quale, interrogato a proposito del tributo, rispose di rendere a Cesare ció che è di Cesare e a Dio ció che è di Dio.</p>
<p>Ecco, sarebbe bene, quando si parla di Profeti, di Religione di Turuq, non confondere le acque.</p>
<p>Dio, i Profeti, le Religioni, i Turuq, non sono lí per collimare con i nostri sogni fantastici di lotta all’imperialismo americano e di improbabili rivolte contro il mondo moderno. Di fronte a Dio, ai Profeti, ai Santi ci dobbiamo solo inchinare e ascoltare con umiltá i loro insegnamenti. Ogni Tariqa è depositaria di un segreto di cui, se non sappiamo nulla, faremmo bene a tacere. Ci sono dervisci che compiono riti durante i quali i murid vengono trafitti con spade e pugnali e ció ha un senso in un contesto preciso. Se non sappiamo nulla al proposito, faremmo bene a tacere. Ci sono dervisci chiusi in grotte nel deserto che recitano preghiere interrompendo il loro servizio solo per espletare i bisogni fisiologici elementari e ció ha un senso in un contesto preciso. Se non sappiamo nulla al proposito, faremmo bene a tacere. Ci sono Sheick che agiscono nel mondo visibile e siedono a tavola coi potenti della terra e ció ha un senso in un contesto preciso. Se non sappiamo nulla al proposito, faremmo bene a tacere.</p>
<p>Quanto alle fantasie di Gilles, Sheick Nazim al-Haqqani non è di origini libanesi e il suo Gran Sheick Abdullah era Daghestano. Sarebbe bastata un’occhiata su Wikipedia. Sheick Hisham al-Kabbani è islamista di fama mondiale, ovvio che partecipi a congressi, riunioni e incontri di livello internazionale ai quali partecipano personaggi come quelli citati nel testo. Il Dalai Lama è capo spirituale di milioni di buddhisti e ció che fa scandalo è che molti dei potenti della terra abbiano dei problemi a sedere al suo tavolo, quindi dove sta il problema? E che Sheick Hisham dica e dichiari ció che ha detto e dichiarato mi sembra ovvio. O non era forse Saddam Hussein un delinquente comune, corrotto e socialista? O non sono forse i Talebani dei barbari ottusi? E non sono forse esseri indegni coloro che allacciano cinture di tritolo alla vita dei propri figli per mandarli ad esplodere nei bus e nelle pizzerie? E non sono forse combattenti senza onore coloro che sparano razzi kassam al riparo di abitazioni civili per colpire a caso coloni e civili dall’altra parte?</p>
<p>Del resto, contrariamente alle speranze di chi vorrebbe un Islam tutto teso verso la jihad contro il mondo occidentale, nella migliore tradizione musulmana i Santi e i Sapienti della nostra epoca sono tutti concordi nello sforzo verso un mondo di pace di comprensione e di tolleranza ed è una somma fortuna in questo periodo buio, poter ascoltare <a href="http://www.sufi.it/sufismo/shaykh.htm">voci illuminanti come quelle di Sheick Nazim al-Haqqani</a>, Sheick Hisham al-Kabbani o del Gran Muftí di Damasco Ahmad Badr Al-Din Hassoun, degno discepolo di Achmad Kuftaro (discepolo di Sheik Abdullah Daghestani).</p>
<p>Quindi non mescoliamo Dio, i Profeti e i Santi ai desideri della “guerra santa”, perché: “<strong>Non ci sarà una guerra Santa</strong>, perché non ci sono guerre sante; è la pace a essere Santa”</p>
<p><em>(<a href="http://ilderviscio.wordpress.com/2008/12/24/non-ci-sono-guerre-sante-e-la-pace-ad-essere-santa/">Parlamento Europeo, Seduta solenne – Allocuzione di Ahmad Badr El Din El Hassoun, Gran Muftì della Siria</a></em></p>
<p><em>15.1.2008)</em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilderviscio.wordpress.com/456/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilderviscio.wordpress.com/456/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilderviscio.wordpress.com/456/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilderviscio.wordpress.com/456/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilderviscio.wordpress.com/456/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilderviscio.wordpress.com/456/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilderviscio.wordpress.com/456/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilderviscio.wordpress.com/456/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilderviscio.wordpress.com/456/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilderviscio.wordpress.com/456/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=456&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ramadan Mubarak</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 15:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[É iniziato il Ramadan, quattro settimane nelle quali i musulmani si ritirano in un esercizio spirituale di purificazione interiore aiutandosi con l&#8217;astensione dal cibo, dal sesso e dalle attivitá non indispensabili durante il giorno.
Anche il Derviscio partecipa a questo processo e, nelle prossime quattro settimane ridurrá l&#8217;attivitá del blog al minimo.
A tutti i musulmani e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=452&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class=" " src="http://www.oilpaintingshop.com/gerome/7.jpg" alt="Preghiera sui tetti del Cairo (Jean Leon Gerome)" width="450" height="319" /><p class="wp-caption-text">Preghiera sui tetti del Cairo (Jean Leon Gerome)</p></div>
<p>É iniziato il Ramadan, quattro settimane nelle quali i musulmani si ritirano in un esercizio spirituale di purificazione interiore aiutandosi con l&#8217;astensione dal cibo, dal sesso e dalle attivitá non indispensabili durante il giorno.</p>
<p>Anche il Derviscio partecipa a questo processo e, nelle prossime quattro settimane ridurrá l&#8217;attivitá del blog al minimo.</p>
<p>A tutti i musulmani e ai non musulmani auguro il meglio sul cammino della propria esperienza di vita.</p>
<p>A rileggerci, insch&#8217;allah, a fine settembre.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilderviscio.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilderviscio.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilderviscio.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilderviscio.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilderviscio.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilderviscio.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilderviscio.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilderviscio.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilderviscio.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilderviscio.wordpress.com/452/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=452&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;illusione jihadista</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 23:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall’inganno comunista all’inganno jihadista, i palestinesi condannati alla guerra conto-terzi.
Non era difficile prevedere il seguito della tragedia di Gaza
dello scorso inverno. La radicale Hamas aveva sostituito l’OLP di Abbas accusato di aver assunto posizioni troppo morbide nei confronti di Israele e aveva sostenuto le proprie posizioni politiche col lancio di un paio di rudimentali missili [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=447&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Dall’inganno comunista all’inganno jihadista, i palestinesi condannati alla guerra conto-terzi.</strong></p>
<p>Non era difficile prevedere il seguito della tragedia di Gaza</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 240px"><img class="   " src="http://timesonline.typepad.com/photos/uncategorized/2007/09/20/2hamas.jpg" alt="Hamas" width="230" height="154" /><p class="wp-caption-text">Hamas</p></div>
<p>dello scorso inverno. La radicale Hamas aveva sostituito l’OLP di Abbas accusato di aver assunto posizioni troppo morbide nei confronti di Israele e aveva sostenuto le proprie posizioni politiche col lancio di un paio di rudimentali missili kassam sponsorizzati da Siria e Iran sui territori israeliani.<span id="more-447"></span></p>
<p><em>Una visione pessimistica, ma forse realista del futuro, mi fa credere che da questo conflitto possa nascere un radicalismo ancora piú estremo di Hamas … e cosí di puntata in puntata, da una tragedia terribile ad una peggiore … (<a href="http://ilderviscio.wordpress.com/2009/01/01/gaza-e-noi/">Gaza e noi</a>)</em></p>
<p>La storia recente del popolo palestinese è una storia tragica di tradimenti, manipolazioni e strumentalizzazioni.</p>
<p>Le radici del suo calvario iniziano quando Theodor Herzl promuove una strategia di penetrazione ebraica nei territori palestinesi grazie all’acquisto da parte dell’Agenzia Ebraica di terreni da assegnare a coloni ebrei originari dell’Europa e della Russia, per poter poi conseguire la necessaria maggioranza demografica e il sostanziale controllo dell’economia che potessero giustificare la rivendicazione d’un diritto di dar vita a un’entità statuale ebraica. La drammatica ascesa del numero dei coloni ebrei e la proclamazione dello Stato di Israele scatenano la guerra arabo-israeliana provocando fra il 1946 e il 1948 l’esodo di migliaia di profughi nei paesi vicini (Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania, Gaza). Il mondo sembra essersi dimenticato dei profughi palestinesi, quando all’interno della Lega Araba vengono poste le basi per la nascita di quello che poi sará l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Dal nulla spunta “la questione palestinese”. Aerei vengono dirottati, candidati alla presidenza degli U.S.A. assassinati, aeroporti assaltati a suon di bombe. Fa capolino l’immagine di Jassir Arafat col capo coperto dalla kafia e gli occhiali da sole che diventa l’eroe da mostrare nei salotti bene della sinistra europea. Che i suoi feddajin vengano addestrati da istruttori sovietici è il segreto di pulcinella.  </p>
<p>Zuhayr Mohsen, leader di una delle frange dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, in un’intervista rilasciata il 31 marzo 1977 al giornale olandese <em>Trouw</em>, affermò quanto segue:</p>
<p><em>Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato palestinese è solo un mezzo per continuare la nostra lotta contro lo Stato di Israele per realizzare la nostra unità araba. In realtà oggi non vi è alcuna differenza tra i Giordani, Palestinesi, Siriani e Libanesi. È solo per ragioni politiche e tattiche che oggi parliamo dell’esistenza di un popolo palestinese, dal momento che gli interessi nazionali arabi chiedono che venga creato un distinto “popolo palestinese” per opporsi al sionismo.</em></p>
<p><em>Per motivi strategici, la Giordania, essendo uno Stato sovrano con confini definiti, non può avanzare pretese su Haifa e Jaffa, mentre un palestinese, può senza dubbio rivendicare Haifa, Jaffa, Be’er Sheva e Gerusalemme. Comunque, non appena avremo sovranità sull’intera Palestina, non indugeremo un istante per unire la Palestina con la Giordania.</em></p>
<p><a href="http://www.wnd.com/news/article.asp?ARTICLE_ID=28222">http://www.wnd.com/news/article.asp?ARTICLE_ID=28222</a></p>
<p>Poi le cose sono cambiate. L’Autoritá Nazionale Palestinese é diventata completamente dipendente dell’assegno dell’Unione  Europea (parte del quale passava alla signora Arafat per pagare la sua vita mondana a Parigi) e i palestinesi continuavano a tirare avanti a campare fra disoccupazione ed elemosine. Terreno fertile per i fondamentalisti di Hamas che con i loro proclami truculenti anti-israeliani e <a href="http://ilderviscio.wordpress.com/2009/01/09/la-serpe-in-seno/">la tolleranza usa-israeliana</a> che li lasciava correre in funzione anti-OLP sono riusciti in poco tempo ad assicurarsi la simpatia di larghi strati della popolazione fino a vincere le elezioni a Gaza. É la scissione,<a href="http://www.peacelink.it/mediawatch/a/24538.html"> l’ennesima all’interno della compagine palestinese</a>. Hamas é costretta a proseguire sulla strada dell’attacco a Israele sparando a intervalli regolari i razzi Kassam e scatenando la reazione armata dell’ultimo inverno. Poi arriva la tregua. Gaza é alla fame e Hamas scende a compromessi ma pare che qualcuno abbia imparato la lezione del chiodo-scaccia-chiodo. Ecco arrivare il vieni-avanti-cretino di questo nuovo capitolo della storia senza fine del popolo palestinese. Ieri, durante la preghiera del venerdí, Abdel-Latif Moussa a Rafah, leader di un gruppo salafita islamico denominato Jund Ansar Allah, annuncia la nascita di un emirato islamico nella striscia di Gaza. La reazione di Hamas non si fa attendere. La moschea viene circondata e, dopo un conflitto a fuoco durato sette ore si contano almeno una ventina di morti, fra i quali lo stesso Moussa. Cosí il dramma continua. Ogni Imam di paese si sente in diritto di auto proclamarsi condottiero della Jihad contro gli infedeli, impugnare il kalashnikov e mandare alla morte i prossimi duecento baldi giovani con un problema di eccesso di ormoni. È la tragedia e il cancro dell’Islam, religione della pace e della misericordia. Tragedia sapientemente pianificata dagli strateghi dell’odio e del conflitto fino alla comparsa all’orizzonte del prossimo gorilla senza cervello pronto a proclamare la sua veritá a suon di dinamite quando la soluzione del “problema palestinese” è sorprendentemente semplice: Scuole e istruzione invece di armi ed esplosivi.</p>
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		<title>Crisi finanziaria, febbre suina, guerra</title>
		<link>http://ilderviscio.wordpress.com/2009/07/30/crisi-finanziaria-febbre-suina-guerra/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 18:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come la follia diventa sistema di governo del mondo.
C’era una volta in un paese lontano, lontano, lontano,
su una collina verde, verde, verde, una casetta piccola, piccola, piccola, abitata da un vecchietto con una barba bianca, bianca, bianca.
Vicino alla casa c’era un modesto pozzo d’acqua e un piccolo orto che il vecchio eremita annaffiava ogni sera [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilderviscio.wordpress.com&blog=5943003&post=444&subd=ilderviscio&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Come la follia diventa sistema di governo del mondo.</strong></p>
<p>C’era una volta in un paese lontano, lontano, lontano,</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 296px"><img class=" " src="http://www.endlich-malzeit.de/images/malkurs/kurs_abgeschiedenheit.jpg" alt="una casetta piccola piccola" width="286" height="224" /><p class="wp-caption-text">una casetta piccola piccola piccola</p></div>
<p>su una collina verde, verde, verde, una casetta piccola, piccola, piccola, abitata da un vecchietto con una barba bianca, bianca, bianca.</p>
<p>Vicino alla casa c’era un modesto pozzo d’acqua e un piccolo orto che il vecchio eremita annaffiava ogni sera dopo aver munto l’unica capra che gli faceva compagnia. <span id="more-444"></span></p>
<p>L’eremita passava le sue lunghe giornate sonnecchiando fra un lavoretto e l’altro perché la sua baracca di legno e fango non gli cascasse addosso e la notte, dopo le abluzioni, vegliava in meditazione e preghiera ringraziando Dio di tanta misericordia e battendosi il petto chiedendo perdono di tutte le sue debolezze.</p>
<p>Una volta alla settimana scendeva a valle al mercato per scambiare il suo poco formaggio di capra in cambio di un pezzo di corda, qualche chiodo e un po’ di farina e questa era tutta la sua vita.</p>
<p>Una notte, mentre pregava assorto, l’Angelo del Signore lo sfiorò con la punta delle ali.</p>
<p>“Eccomi Signore” rispose l’eremita “sono pronto, spalanca pura la porta del tuo Regno, qui non ho nulla da fare, lasciami entrare nella Gloria dei tuoi Angeli e dei tuoi Santi perché anch’io possa ammirare la Tua Potenza e la tua Maestá!”</p>
<p>“Apri gli occhi” disse l’Angelo “ la tua Ora non è ancora giunta. Domani a quest’ora l’Angelo della Vendetta scenderà questa collina diretto a valle e la sua nuvola avvelenerà i pozzi di questa popolazione incredula e di dura cervice. Ma tu sei entrato nella Grazia del Signore e Lui ti risparmierà. Uccidi dunque la tua capra e cospargi di sangue la pietra del pozzo cosí che l’Angelo della Vendetta passi oltre”.</p>
<p>E cosí fece rinchiudendosi poi in casa assorto nella recitazione dei Sacri Versi.</p>
<p>Passó l’Angelo e avvelenò tutti i pozzi, tranne quello segnato col sangue di capro.</p>
<p>Il giorno successivo, giorno di mercato, l’eremita scese a valle nella speranza di vendere la carne del suo capro in cambio di un agnello che poi avrebbe cresciuto sulla sua collina.</p>
<p>Spalancó incredulo gli occhi e rimase sbigottito nel constatare che tutti gli abitanti della valle che a quell’ora avevano giá bevuto in abbondanza dell’acqua dei loro pozzi erano completamente impazziti. Tutti. Il fatto piú incredibile era che, dal momento che proprio tutti erano impazziti, nessuno sembrava rendersene conto. Nessuno. Tranne lui.</p>
<p>Provó a rivolgere la parola al mercante, al mugnaio, al ciabattino, tutti amici suoi. Provó a confrontarli con le evidenti prove di follia del vinaio, del cerusico, dell’usuraio … ma niente da fare. Tutti erano pazzi allo stesso modo e le sue parole cadevano nel vuoto, anzi, alle sue insistenze la folla cominció a reagire in malo modo e ben presto si rese conto che non ci sarebbe stata per lui nessuna possibilitá di rinsavire tutta quella moltitudine.</p>
<p>Decise cosí che si sarebbe tenuta la sua saggezza e conoscenza per sei giorni la settimana e che, nel giorno di mercato, avrebbe parlato e agito come un pazzo cosí da non dare nell’occhio nel momento in cui avrebbe scambiato i suoi pomodori con qualche pezza di stoffa per rammendare la sua tunica.</p>
<p>…</p>
<p>Non è una favola, purtroppo. È la realtá del mondo nel quale ci troviamo a vivere. Un mondo nel quale abbiamo sostituito all’amore a alla famiglia la pornografia e il meretricio, alla solidarietá l’usura, al commercio la guerra. Un mondo dove la furbizia e la malizia sono diventate virtù e la sinceritá e l’onestá una vergogna. La modestia fa ridere e l’ostentazione è onore. Non importa come, ma i soldi che guadagniamo devono essere tanti, maledetti e subito. Chi rimane per strada è un fallito e non merita attenzioni. È questa la logica che ha spinto avventurieri della finanza nelle speculazioni piú azzardate e immorali e che alla fine hanno trascinato gli istituti finanziari di mezzo mondo al tracollo. La brillante idea di alimentare ovini e bovini con gli scarti della macellazione delle carni ha scatenato il fenomeno noto come “mucca pazza” e alla base dell’influenza suina (che ora, per non mettere in pericolo l’industria del prosciutto si chiama “nuova influenza”) pare ci siano gli enormi allevamenti di maiali messicani al di fuori di ogni norma di igiene e di buon senso. La corsa alle ultime fonti di petrolio e al monopolio della sua distribuzione è responsabile delle ultime guerre. Follia, follia, follia. Ma è malattia cosí comune che le avventure di un mediocre politico circondato dalle sue cortigiane e meretrici fanno al massimo sorridere anziché indignarci. Le migliaia di famiglie derubate dai loro risparmi non sono nemmeno notizia al margine della crisi finanziaria e le responsabilitá (!) di medici, tecnici e controllori dell’industria alimentare vengono taciute. Indignazione della pubblica opinione? Aspetta e spera! Siamo impegnati al conto delle veline, alla classifica della formula uno e alle avventure di un re che preferisce ballare sotto le stelle anziché assumersi le responsabilitá del popolo che il destino gli ha assegnato. La Religione l’abbiamo bollata come oppio dei popoli e ci raduniamo a milioni quando divi e dive pompati dagli stupefacenti si riuniscono a dare spettacolo della propria miseria morale e spirituale. La follia minore è quella di una gioventù dedita all’abuso dell’alcol e alla promiscuità nelle notti d’estate nella cosiddetta movida. E allora con chi prendersela? Il Dio, al quale non vogliamo credere, non ha nemmeno bisogno di inviare il Suo Angelo della Vendetta. La fossa verso la quale ci dirigiamo a passo di corsa ce la siamo scavata da soli quando abbiamo giustificato ogni comportamento abnorme in nome della libertá individuale.</p>
<p>Allora abbiamo almeno il coraggio e la dignitá della compostezza e risparmiamoci invettive e anatemi contro il destino avverso e la mala sorte.</p>
<p>Chi è causa del suo male …</p>
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